Il governo frena i ricorsi alla Cassazione

da Roma

Arriva un «filtro» per i ricorsi in Cassazione. Il governo, nella serata di ieri, ha presentato un emendamento al ddl della manovra finanziaria, che è stato approvato dalle commissioni Affari Costituzionali e Bilancio della Camera, per istituire una sorta di «paletto» ai ricorsi in terzo grado.
Secondo l’emendamento, sarà un collegio di tre magistrati della Cassazione a stabilire se il ricorso è ammissibile o no in base a una serie di criteri, tra i quali le precedenti sentenze della Corte.
Il testo «taglia-ricorsi» prevede che un ricorso, per una causa civile, sia dichiarato ammissibile soltanto se rientra in quattro categorie. La prima prevede che il provvedimento impugnato vada contro una precedente sentenza della Corte, la seconda che il ricorso abbia per oggetto una questione nuova o una questione sulla quale la Corte ritiene sia opportuno pronunciarsi per confermare o mutare il proprio orientamento a causa di sentenze contrastanti fra quelle precedentemente emesse.
Le altre due cause di ricorso riguardano le violazioni dei principi regolatori del giusto processo e quando invece ci siano i presupposti per intervenire sulla base dell’articolo 363, ovvero quando ci sia il diritto ad intervenire nell’interesse della legge.
Sull’ammissibilità del ricorso la Corte decide in camera di consiglio con ordinanza non impugnabile resa da un collegio di tre magistrati. Se il ricorso è inammissibile il procedimento passa in giudicato.