Il governo giapponese potrebbe tagliare i fondi per la caccia alla balena

Gli animalisti, Greenpeace in testa, ci sperano. L'annuncio a 24 ore dalla visita in Giappone del presidente statunitense Barak Obama

Balene, forse, più al sicuro. Il governo giapponese sta valutando le spese superflue da tagliare e questo, secondo il comitato governativo di revisione delle spese, potrebbe portare alla imminente chiusura del programma di caccia baleniera nel cosidetto «santuario dei cetacei» nell'Oceano Antartico. Il Comitato ha proposto tagli massicci all'Istituto che finanzia, con i soldi dei contribuenti giapponesi, la caccia baleniera per scopi pretestuosamente «scientifici».
Nel dettaglio il comitato avrebbe raccomandato di tagliare tutti i fondi, tranne quelli per pagare i debiti del 2010, all'Ofcf, Fondo di Cooperazione per la Pesca d'Altura. E proprio l'Ofcf eroga i finanziamenti all'Istituto di Ricerche sui Cetacei, responsabile «dell'ignobile programma scientifica dietro cui si maschera la caccia baleniera giapponese in Antartide», spiega Greenpeace. L'Ofcf sostiene di aver bisogno di circa 520 milioni di euro per vari programmi, compresa la caccia baleniera. Il Comitato di Revisione del Gabinetto Governativo comunicherà presto la sua decisione in merito al taglio dei fondi all'OFCF. Senza questi soldi difficilmente l'Istituto di ricerca sui cetacei potrà continuare la caccia baleniera e la compravendita di voti alla Commissione Baleniera Internazionale (IWC) a sostegno della caccia baleniera.
La notizia arriva a meno di 24 ore dalla visita del di Barak Obama in Giappone. E la caccia baleniera è già stata sull'agenda delle discussioni tra Usa e Giappone. «Il Primo Ministro Hatoyama ha l'opportunità unica di tener fede alle promesse elettorali di ripulire i programmi di spesa del Giappone eliminando la caccia baleniera, un'attività controversa, corrotta e pericolosa - sostiene Alessandro Giannì, direttore delle campagne di Greenpeace Italia - Greenpeace chiede con urgenza al Presidente Obama di sostenere gli sforzi del Primo Ministro Hatoyama e, al tempo stesso, di mantenere la sua promessa elettorale, di por fine alla caccia baleniera nell'Oceano Antartico».
Greenpeace protesta da oltre 30 anni contro la caccia alle balene e la sua campagna ha ottenuto, nel 1986, una moratoria internazionale alla caccia commerciale. La moratoria viene aggirata dal Giappone con la scusa della «ricerca scientifica». Greenpeace ha mobilitato milioni di persone in tutto il mondo per protestare contro la violazione del Santuario dei Cetacei dell'Oceano Antartico, con varie spedizioni in Antartide e, negli ultimi anni, portando la sua protesta in Giappone, al cuore del problema, per sensibilizzare il Governo e i cittadini giapponesi, praticamente ignari del problema.