Governo, per la Giustizia spunta Vito

L’azzurro in pole position per l’incarico di Guardasigilli, la Salute a Lupi o a un medico. An chiede un vicepremier

da Roma

«La lista sarà pronta qualche ora dopo il conferimento dell’incarico», ripetono dai quartier generali di Forza Italia, An e Lega liquidando la curiosità giornalistica per gli ultimi tasselli che restano da incastrare nel mosaico governativo. Sulla carta, però, per il completamento della squadra del nuovo esecutivo, i tempi sono ancora lunghi. L’incarico potrebbe, infatti, essere affidato da Giorgio Napolitano a Silvio Berlusconi il 5 o il 6 maggio e la lista potrebbe essere presentata all’attenzione del Quirinale il 9 o il 10 maggio. L’intenzione, però, resta quella di chiudere la pratica all’indomani del ballottaggio romano, possibilmente entro l’1 maggio.
Al netto delle scadenze, la trama delle trattative continua ad essere intessuta con attenzione e pazienza dal premier in pectore. E su uno dei fronti caldi e ancora aperti, quello del ministero della Giustizia, è arrivata una schiarita. Pare, infatti, che al ministero di Via Arenula si stia profilando l’avvento di Elio Vito, nome sul quale sarebbe arrivato anche il gradimento del Quirinale. In corsa, comunque, restano anche Marcello Pera e Mariastella Gelmini.
Un altro nodo ancora da sciogliere è quello dei vicepremier. Silvio Berlusconi vorrebbe un unico vice nella persona di Gianni Letta. La Lega, però, insiste per avere Roberto Calderoli a Palazzo Chigi (e Umberto Bossi, per spazzare via eventuali veti, avrebbe anche pre-sondato telefonicamente il Quirinale). Se l’esponente leghista ottenesse quella poltrona, Letta chiederebbe che fossero chiarite in maniera inequivocabile le deleghe. Inoltre Alleanza nazionale potrebbe rivendicare a sua volta un’altra poltrona da vice per un proprio uomo, da scegliere tra Andrea Ronchi e Altero Matteoli. Di tre vicepremier, però, Berlusconi non vuole nemmeno sentir parlare.
Resta aperta anche la questione del ministero della Salute. In pole-position ci sono due nomi: quello di Maurizio Lupi e quello di un tecnico come Ferruccio Fazio, responsabile Medicina Nucleare San Raffaele. Due passi più indietro ci sono, invece, altri medici di prestigio come Fernando Aiuti e Francesco Cognetti. La nomina di Lupi - stimatissimo dal leader azzurro e vicino da sempre alla galassia di Comunione e liberazione - è in parte legata alla definitiva chiusura della questione Formigoni. L’incontro, inizialmente previsto per la giornata di ieri, è stato rinviato ai prossimi giorni. Nel frattempo Berlusconi, parlando ai microfoni di «Radio Radio», ha confermato che non ci sarà un ministro dello Sport nel suo governo. «Sono convinto - spiega - della assoluta indipendenza dello sport, rispetto al quale la politica deve restare lontana. Lo sport sarà governato dai suoi enti democraticamente eletti». E nella ridda di voci che si rincorrono in queste ore concitate ce n’è anche una clamorosa che il direttore del tg de «La7» rivela in diretta. Secondo Antonello Piroso, Silvio Berlusconi avrebbe offerto un ministero del nuovo esecutivo all’opposizione, sul modello francese, e nello specifico avrebbe pensato al professor Pietro Ichino, neoeletto nelle file del Partito democratico. Così come continua a circolare il nome dell’ad di Intesa-Sanpaolo Corrado Passera.
I movimenti, ipotetici o reali, non finiscono qui. Spunta, infatti, il nome di Renato Brunetta per le Politiche comunitarie mentre per Gianfranco Rotondi (al quale è stata proposta anche la vicepresidenza della Camera) si profila un incarico (senza deleghe) da consigliere politico del presidente del Consiglio. E se Adolfo Urso appare destinato alla poltrona di viceministro del Commercio estero, per Domenico Nania ci sarà la vicepresidenza del Senato.