«Il governo ha dato i soldi. Tursi dove li ha messi?»

«La tragedia dello Spezzino non diventi un’altra Sestri Ponente». Lasciata da parte l’emozione di questi giorni per il dramma dell’alluvione che ha devastato le Cinque Terre, il senatore Enrico Musso, che nei giorni scorsi ha annunciato la propria candidatura come sindaco di Genova con una lista civica, punta dritto al cuore del problema per la ricostruzione. Dove finiranno i soldi quando arriveranno? «La tragedia delle Cinque Terre e dello Spezzino richiama oggi, come è giusto, l'attenzione dei media e della politica nei confronti di un territorio che già nel 2009 aveva contato 300 milioni di danni a seguito dell'esondazione del Magra. La solidarietà a quella terra è ovvia così come è un mio impegno preciso lavorare come parlamentare perché il governo, come già ha annunciato, faccia tutto il possibile per aiutare nella contingenza e nella ricostruzione le zone colpite. Ma, appunto, l'attenzione dei media, della politica e dell'opinione pubblica è sempre forte quando la tragedia si è appena verificata. Scema con il passar del tempo. Così come, spesso, si dimenticano le promesse, gli impegni e gli obblighi verso le zone colpite». Musso richiama l'attenzione sulla ferita ancora aperta nel quartiere genovese di Sestri Ponente, colpito un anno fa, il 4 ottobre, da un'alluvione che ha messo in ginocchio la popolazione e gravemente danneggiato circa 150 imprese. «Il governo e la Protezione civile hanno accreditato, ad agosto, alla Regione Liguria 45 milioni di euro come contributi a fondo perduto per i danni alle imprese. Mi risulta però che a un anno di distanza si contino ancora sulle punta delle dita le attività che sono riuscite ad accedere ai fondi. E, di questo passo, quando i privati cittadini, tra i quali 51 sfollati, potranno sperare di ricevere un rimborso? Per fare chiarezza sui tempi e le modalità di accesso ai fondi, presenterò, la prossima settimana, un'interrogazione in consiglio comunale. Intendo verificare che cosa si è fatto».