Il governo ha votato il ddl Mastella: "Carcere per chi nega la Shoah"

Il consiglio dei ministri ha approvato all'unanimità il ddl presentato dal ministro della Giustizia Clemente Mastella sul negazionismo. Previste pene da sei mesi a quattro anni. Polemiche della Cdl: "Non ci hanno permesso di votare a favore"

Roma - Il ddl Mastella sul negazionismo è stato approvato all'unanimità dal Consiglio dei Ministri. Il provvedimento, preannunciato dal Guardasigilli Clemente Mastella in vista della giornata della Memoria del 27 gennaio, si riferisce più in generale ai "delitti di istigazione a commettere crimini contro l'umanità e di apologia dei crimini contro l'umanita", senza far riferimento a un preciso reato di negazionismo della Shoah. Il ddl prevede che venga punito con una pena fino a tre anni chiunque diffonda idee sulla superiorità razziale e prevede una pena da sei mesi a quattro anni per chiunque commetta o inciti a commettere atti discriminatori per motivi razziali, etnici, nazionali, religiosi o compiuti a causa del personale orientamento sessuale o dell'identità di genere. Il ddl sull'antisemitismo amplia e rende più severe le norme per quanti propagandino la superiorità razziale e quanti commettano o incitino a commettere atti discriminatori. Il ddl presentato dal Guardasigilli prevede inoltre che gli assegni vitalizi per i perseguitati politici e razziali non incidano sui limiti di reddito. È quindi ora possibile il riconoscimento dell'assegno e della pensione sociale indipendentemente dal reddito. Il ddl include il finanziamento di un programma internazionale di educazione dell'Olocausto. Con il provvedimento viene infine istituito un osservatorio sul'antisemitismo in Italia.

Cdl "Ci siamo astenuti sulla risoluzione relativa alla Shoah perchè la maggioranza non ci ha consentito di votare a favore". Nicola Bono, capogruppo di Alleanza nazionale in commissione Cultura a Montecitorio, spiega l'atteggiamento assunto dal suo gruppo nel voto alla risoluzione sulla Shoah. "Riteniamo inaccettabile - aggiunge - costruire artificiose divisioni su argomenti come l'immane tragedia vissuta dagli ebrei nel corso del secondo conflitto mondiale, ed è per questo che abbiamo invitato la maggioranza a riformulare un documento che trasudava di gratuite strumentalizzazioni ideologiche, del tutto estranee al tema della Shoah. Ma evidentemente l'obiettivo della maggioranza non era di celebrare la Giornata della Memoria, ma di mettere improbabili cappelli ideologici sulla stessa. È per questo che sono state respinte le nostre richieste di riformulazione del testo e, perfino, la votazione dello stesso per parti separate. Il voto di astensione era quindi l'unica scelta possibile per riaffermare, da un lato la nostra totale condivisione dei valori che la Giornata della Memoria rappresenta e, dall'altro la protesta per l'insensibilità e la scorrettezza della sinistra, interessata solo ad operazioni di bassa cucina anche su temi fondamentali come quello della Shoah".