Il governo impugna l’imposta sul lusso di Soru

Ricorso alla Consulta per incostituzionalità: violato il principio di uguaglianza

da Cagliari

Il governo Prodi ha deciso di impugnare davanti alla Corte costituzionale la legge della Regione Sardegna che ha introdotto imposte sui beni di lusso (seconde case turistiche, aeromobili e barche) di proprietà di non residenti nell’isola. Il provvedimento voluto dal governatore di centrosinistra Renato Soru aveva già sollevato polemiche sia nel mondo politico che tra gli operatori del settore turistico, suscitando perplessità tra i giuristi.
L’annuncio è stato dato con un comunicato congiunto della presidenza del Consiglio dei ministri e della Regione Sardegna, diffuso ieri poco prima della conferenza stampa di Soru sul nuovo accordo istituzionale di programma Stato-Regione. «Poiché alcuni profili della legge in questione sono passibili di rilievi di ordine costituzionale che riguardano in particolare il rispetto del principio di uguaglianza dei cittadini - spiega il comunicato - il governo e la Regione Sardegna hanno convenuto di lavorare insieme per il loro superamento, attraverso una correzione del testo normativo che, fra l’altro, possa meglio specificare la finalità ambientale di tali tributi».
Dunque il governo impugna la legge e richiede alla Consulta una pronuncia di incostituzionalità, ma allo stesso tempo offre a Soru una via d’uscita per evitare la mannaia dei giudici. Il governatore pare disposto a evitare il muro contro muro, concordando i necessari cambiamenti al testo per accontentare Palazzo Chigi, che a quel punto ritirerebbe il ricorso.
«L’impugnazione - spiega Soru - si riferisce a un eventuale non rispetto dell’articolo 3 della Costituzione (principio di uguaglianza tra i cittadini), ma ci sono altre tasse che fanno distinzioni tra residenti e non residenti come nel caso della continuità territoriale».
Contestualmente alle modifiche, governo e Regione Sardegna hanno deciso di lavorare immediatamente «all’individuazione di una soluzione condivisa alla questione delle entrate regionali e alla ridefinizione della compartecipazione regionale ai redditi prodotti in Sardegna». Il riferimento è all’annoso contenzioso finanziario, per il quale Soru reclama 5 miliardi di euro «che il governo trattiene indebitamente». Per sostenere la richiesta, nel dicembre dello scorso anno il governatore ha guidato una manifestazione sotto Palazzo Chigi.
La settimana prossima il ministro degli Affari regionali, Linda Lanzillotta, e il viceministro dell’Economia e Finanze, Vincenzo Visco, incontreranno il governatore Soru e l’assessore regionale del Bilancio Francesco Pigliaru. In tempi brevi si prevede l’abbattimento di oltre il 60% del contenzioso. Inoltre si è deciso di dar vita a una Commissione mista che dovrebbe portare alla formalizzazione di una nuova intesa istituzionale di programma Stato-Regione.