Il governo italiano alla Commissione Ue: «Sospendete i dazi sulle materie prime»

Il governo italiano chiede ufficialmente alla Commissione Ue «la sospensione unilaterale delle tariffe sulle materie prime ancora gravate dai dazi». Domani infatti, è previsto un incontro a Bruxelles tra il viceministro Adolfo Urso, e il Commissario Ue, Karel De Gucht. L’Italia, come gran parte dei Paesi membri, dipende in misura importante dall’estero per l’approvvigionamento. Occorre quindi che le imprese europee accedano alle materie prime, agli stessi prezzi dei concorrenti e correggere le attuali distorsioni del mercato.
I settori produttivi segnalano in particolare: ferro, acciaio, alluminio, elettrodi di carbone, prodotti della chimica inorganica, pelli, cuoio, legno, carbone di legna e seta.
A sostegno della richiesta, il governo italiano ricorda al commissario De Gucht, che gli Usa - i più grandi competitor dell’Unione - hanno recentemente individuato alcune materie prime strategicamente rilevanti adottando politiche specifiche per garantirne l’approvvigionamento.
«Avanziamo questa proposta alla Commissione Ue - ha detto Urso - per tre motivi: l’Italia è un Paese prevalentemente trasformatore di materie prime, quindi una sospensione del dazio avrebbe effetti immediati di riduzione dei costi per le imprese e anche un possibile calo dei prezzi per i consumatori. La seconda ragione è di ordine politico-commerciale: siamo per l’apertura dei mercati e non per il protezionismo, risposta certamente sbagliata di alcuni Paesi all’inizio della crisi economica internazionale. Terzo: tra recessione e possibile ripresa ogni strumento è utile a incentivare la competitività e rilanciare il ciclo dei consumi. Zero dazi sulle materie prime significa più economia e più competitività. Solo così è possibile governare meglio la ripresa».