Il governo litiga anche su Moggi

Non sapendo più su che cosa litigare, il governo litiga sul varietà. Finalmente un tema all'altezza dell'Unione. Finanziaria? Politica estera? Politiche sociali? No: troppo facile. Quello lo sanno fare tutti. I ministri di Prodi sono molto più bravi: riescono ad accapigliarsi furiosamente su Moggi in Tv. Questioni centrali per il Paese: la Ventura ha fatto abbastanza domande? E Giampiero Galeazzi era più appisolato del solito? Facevano ridere le gag di Gene Gnocchi? Manca solo un vertice a Palazzo Chigi per discutere dell'accoglienza tributata a Lucianone dalle schedine-ballerine (ve l'immaginate? La Bindi: «Troppo scosciate»; Pecoraro Scanio: «Mancavano gli schedini») e il quadro sarebbe completo. Ma non disperiamo: le vie del Signore sono infinite. Le zuffe nel centrosinistra, pure.
Nel frattempo ci accontentiamo di quel che c'è, ed è già abbastanza. I fatti sono noti: Moggi va su Raidue, da Simona Ventura, e viene fuori il finimondo. Sembra che i ministri non abbiano altro da fare che parlare del tele-show. La Melandri attacca Mastella, che era presente in trasmissione, e lui gli risponde per le rime. Mentre i due se le danno di santa ragione, intervengono in ordine sparso Popolari, Udc, Udeur, Ds, Giulietti, Curzi, Rognoni, il Codacons, l'immancabile Usigrai e naturalmente i verdi, che come sempre chiedono ai partiti di stare lontani dalle vicende Rai. E, per dare il buon esempio, si buttano a capofitto in ogni minima vicenda Rai.
In attesa che l'Unione trovi nuovi argomenti per azzannarsi, siamo lieti di fornire un piccolo promemoria: Linda e il Brigadiere (ore 10,40 su Raiuno), La signora in giallo (ore 18 Raiuno), Tom&Jerry (Raidue, 20.15), le previsioni del tempo e Cis viaggiare informati (reti varie). Se i nostri suggerimenti non fossero sufficienti, si consiglia l'acquisto di Sorrisi e Canzoni che contiene il palinsesto completo dei programmi. Anche se ci rendiamo conto che parlare di programmi, in casa dell'Unione, è pericoloso: appena vengono scritti, in genere, diventano carta straccia.
Però, ecco, magari si riesce a trovare qualche argomento per litigare un po' più serio di Moggi. Perché, suvvia, il big Luciano avrà tutte le colpe di questa terra, ma fino a prova contraria è accusato (si badi bene: accusato, non condannato) per avere fatto qualche telefonata agli arbitri di calcio. E in questa Tv dove persino i serial killer conclamati come Donato Bilancia parlano senza contraddittorio, vi pare logico che l'unico che debba farsi mazzolare in santo silenzio sia proprio lui? Se è colpevole, sia chiaro, pagherà. Ma nel frattempo che facciamo? Gli tagliamo la lingua? Lo seppelliamo in salotto? Lo facciamo uscire solo col burqa?
Moggi col burqa, ecco, no. L'estetica mondiale forse ne gioverebbe, il buon senso no. Se poi vogliamo dirla tutta, quello della Ventura a noi è parso persino un piccolo ma ottimo colpo. Avere Moggi in trasmissione, non è mica male. E poi non è vero che non c'era contraddittorio: erano presenti quattro giornalisti stranieri e Andrea Vianello di Mi manda Raitre, che con l'ex dg della Juve s'è pure battibeccato. La conduttrice ha fatto le domande a modo suo, ironica e mai aggressiva, come fa quando c'è qualsiasi ospite, compreso quel Diego Della Valle che tanto piace alla gente che piace. Per altro risulta che anche il patron della Fiorentina abbia fatto qualche telefonata per aggiustare partite di calcio. Eppure, chissà perché, quando lui va a sproloquiare nelle trasmissioni tv non si scandalizza nessuno.
Adesso, invece, si scandalizzano tutti. Soprattutto a sinistra. Dagli alla Ventura. E pensare che qualche tempo fa la sinistra la considerava un'eroina televisiva. Ricordate? Era il 2001. A Quelli che il calcio era ospite l'allora presidente Rai, e futuro parlamentare dell'Unione, Roberto Zaccaria. Si sfotteva (senza contraddittorio, naturalmente, ma certe volte non conta) il ministro Maurizio Gasparri che se la prese e telefonò in diretta. La Ventura gli rispose per le rime, poi chiuse bruscamente («È caduta la linea», si giustificò). La presa in giro continuò (senza replica, naturalmente, ma certe volte è satira). E Zaccaria sentenziò in diretta: «Questo tipo di programmi non dovranno mai mancare».
Ora: perché la Ventura è un esempio per tutti se sbatte giù il telefono a Gasparri e una «balorda» (parola usata dal consigliere diessino Rognoni) se ospita Moggi? Perché è lecito se fa le domande a un ministro e diventa uno scandalo se le fa a un ex direttore sportivo? Perché nel primo caso «questo tipo di programmi non devono mai mancare» e nel secondo, invece, «questo tipo di programmi sono da condannare»? Misteri dell'Unione. Noi non tentiamo nemmeno di spiegarli. Ci mettiamo comodi davanti al teleschermo e aspettiamo la prossima lite sui temi fondamentali per il Paese. Se c'è Mastella lo spettacolo è assicurato. Ma abbiamo un dubbio: in quel caso la Melandri starà con Tom o con Jerry?