Il governo Lula tra i più corrotti della storia

da Brasilia

Non ha fatto in tempo a ricandidarsi che già i sondaggi si scatenano. E non portano buone notizie. A poche ore dall’annuncio del presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva della sua candidatura per le elezioni del prossimo 1° ottobre, un’inchiesta di un’agenzia legata al Partito dei Lavoratori, proprio quello del presidente, indica che il governo di Lula viene visto dal popolo come il secondo più corrotto della storia. Al primo posto tra i governi con il maggior numero di casi di corruzione c’è quello di Fernando Collor del Mello. Segue, al secondo posto e con un poco onorevole 39 per cento il governo di Lula, che supera anche quello del suo predecessore Henrique Cardoso, che si attesta a al 32 per cento.
In particolare, per il 50 per cento degli intervistati Lula era a conoscenza del fatto che nel suo partito si girassero soldi agli alleati in cambio di appoggio politico. Il 29 per cento è convinto della sua innocenza e il 19 per cento non sa. Solo il 2 per cento è convinto che il partito del presidente non abbia responsabilità. Paradossalmente, Lula, è attualmente in testa in tutti i sondaggi, ma certo non per eccesso di fiducia da parte degli elettori. Il 69 per cento degli intervistati, infatti, ha detto che la corruzione è un elemento presente in tutti i governi. Il che equivale a dire che una parte del popolo brasiliano trova assolutamente normale che chi li governa non abbia una condotta cristallina.
Dati che non sembrano scalfire il presidente in carica e candidato favorito delle prossime elezioni. Uscito indenne dalla grande crisi che ha colpito il governo e il suo partito, Lula, continua a enumerare i successi ottenuti dal suo governo in tre anni e mezzo e promette: «Se vinco ancora priorità massima all’educazione».