Governo, Montezemolo entra in squadra: "Sarò l'ambasciatore del made in Italy"

Il Cavaliere: "Lavoro a 360 gradi per il miglior governo". Il presidente di Fiat e Ferrari cede alla corte di Berlusconi. Pera in pole position come Guardasigilli, Sacconi al Welfare

Roma - Intesa tra Berlusconi e Montezemolo. Il presidente di Fiat e Ferrari è pronto a rappresentare il made in Italy. Luca Cordero di Montezemolo, presidente uscente di Confindustria, dice sì alla proposta di Silvio Berlusconi, premier designato, di fare l'ambasciatore del made in Italy nel mondo. "Ho sempre detto - afferma - che chi ha ricevuto molto, e io sono tra questi, è giusto che con senso civico si impegni a dare un contributo al proprio Paese nell’interesse generale. Penso che continuare a testimoniare nel mondo le tante eccellenze e le tante cose positive dell’Italia sia un impegno coerente con le attività che ho sempre svolto e che continuerò a svolgere".

Lavoro a 360 gradi Un lavoro "a 360 gradi" per comporre la "migliore squadra di governo possibile". Silvio Berlusconi, prima di lasciare Roma per trascorrere il ponte del primo maggio a Milano, continua a cercare la quadra per l’esecutivo, che dovrebbe ufficialmente nascere la prossima settimana. I tempi stringono e il timing prevede che le consultazioni al Quirinale comincino nel pomeriggio di martedì 6 maggio. Consultazioni che dovrebbero essere molto rapide, tanto che il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, potrebbe conferire l’incarico già il giorno successivo. A quel punto Berlusconi potrebbe tornare sul Colle con la lista dei ministri il giorno stesso o in quelli immediatamente successivi: tabella di marcia che consentirebbe al Cavaliere di giurare, come lui stesso ha annunciato entro il 10 maggio.

La Giustizia I nodi da risolvere restano, principalmente, quelli legati al Welfare e alla Giustizia. Per il ministero di viale Arenula sono tuttavia in crescita le quotazioni di Marcello Pera, che proprio ieri mattina ha varcato il portone di Palazzo Grazioli ed è stato a colloquio con Berlusconi per circa un’ora. Durante il faccia a faccia, a quanto si apprende, l’ex presidente del Senato avrebbe dato la sua disponibilità ad accettare la responsabilità di quel dicastero. Pera, d’altra parte, ha in passato ricoperto il ruolo di responsabile giustizia di Forza Italia e già nel 2001 era stato in corsa per viale Arenula prima di essere eletto alla seconda carica dello Stato. Fonti azzurre spiegano, tuttavia, che la partita "non può dirsi ancora chiusa" ogni tassello che viene toccato, d’altra parte, finisce per modificare la composizione del quadro complessivo. Se Pera dovesse approdare alla Giustizia, per esempio, Elio Vito (le cui quotazioni come Guardasigilli sarebbero in forte ribasso) potrebbe tornare a occupare la casella di ministro per i Rapporti con il Parlamento, che al momento dovrebbe essere invece affidata all’attuale portavoce del Cavaliere, Paolo Bonaiuti.

Il Welfare Resta infine il nodo Welfare, ministero che sarebbe toccato a Gianni Alemanno se non avesse conquistato il Campidoglio. Il braccio di ferro con An, che lo rivendica per un suo esponente, sembra in stanb by. Il Cavaliere, tuttavia, su quella poltrona ci vedrebbe benissimo Maurizio Sacconi. La prudenza, almeno nelle esternazioni, sembra quindi d’obbligo. Anche per questo Berlusconi con i giornalisti si è limitato a dire che si lavora a 360 gradi, ma "ora non facciamo nomi".

Il premier in pectore continuerà a cercare la quadra anche nel week end, prima di rientrare a Roma probabilmente lunedì, giorno in cui è previsto che le assemblee di deputati e senatori della Pdl eleggano i loro capigruppo. Resta confermato che alla Camera il ruolo toccherà all’attuale vicecoordinatore di Fi, Fabrizio Cicchitto, che dovrebbe essere affiancato, nel ruolo di vicepresidente vicario, da Italo Bocchino. Al Senato a guidare la pattuglia Pdl sarà invece Maurizio Gasparri, suo vice Gaetano Quagliariello.