"Il governo non ci protegge"

A Kandhamal numerosi centri religiosi sono stati messi a ferro e fuoco. L'escaletion si ebbe tra il 1999 e il 2004. Il vescovo: "Ritorna l'incubo e il governo non ci protegge"

Per tutto il giorno il telefono di mons. Raphael Cheenath, verbita, arcivescovo di Cuttack-Bubaneshwar (Orissa) continuava a squillare. Chiamano lui i fedeli della sua diocesi sconvolta dalla furia dell’estremismo indù. A lui guardano come unica protezione. Finalmente la linea è libera.

Eccellenza com’è la situazione nel distretto di Kandhamal dopo le aggressioni indù?
«I laici vivono nel terrore, i religiosi sono in fuga. Troppo pericoloso rimanere. Si nascondono nelle foreste. A quelli che riesco a raggiungere telefonicamente dico di pregare e stare attenti. Non possiamo fare altro».

Perché, le autorità non vi proteggono?
«Ci sentiamo abbandonati. Spero che dopo questo massacro il governo intervenga in modo deciso. È un incubo che si ripete: a Natale nello stesso distretto 13 chiese sono state distrutte e tre persone uccise».

Gli indù parlano di vendetta per l’uccisione di un loro leader, di cui vi accusano.
«È il loro metodo: si servono di campagne di diffamazione per indebolirci e sfruttano ogni occasione per giustificare le loro aggressioni. Personalmente appena saputo dell’omicidio ho diffuso una dichiarazione condanna, chiedendo alla comunità di mantenere l’armonia».

Chi sono allora i killer di Swami?
«Noi non c’entriamo. Non usiamo questi mezzi. Sembra siano stati i maoisti, che già avevano minacciato Swami. I gruppi maoisti combattono nella cosiddetta cintura tribale (che comprende anche l’Orissa, ndr) principalmente contro l’autorità costituita. Swami era un simbolo: molto amico della polizia locale e delle caste alte, che sono poi la spina dorsale del Sangh Parivar».

Perché proprio i cristiani?
«Gli estremi si oppongono all’impegno sociale dei cristiani per lo sviluppo dei tribali e i fuori casta. Prendono di mira prima di tutto i religiosi e i missionari laici, coloro cioè che si impegnano in prima linea nelle scuole, negli ospedali».

Perché proprio a Kandhamal?
«In questo distretto il 39% degli abitanti è rappresentato da fuori casta e tribali. Il 40% è cattolico. Sono cifre alte per chi mira a controllare politicamente la zona».