«Ma il governo non ha mai usato i 52 milioni per le Pari opportunità»

La deputata scrive un’interrogazione: «Vorrei sapere perché il ministero non ha sfruttato i fondi disponibili per combattere la violenza sulle donne»

da Roma

«I fondi per le pari opportunità sono pochi, d’accordo. Ma se quei pochi non fossero nemmeno spesi?». La voglia di controllare che fine fanno le risorse che, tra le altre cose, dovrebbero andare al contrasto e alla prevenzione delle violenze sulle donne è venuta a Laura Ravetto, deputata di Forza Italia. Occasione, un forum organizzato da Mara Carfagna dal titolo «Perché questa finanziaria non piace alle donne». Spiegare uno dei perché è toccato appunto alla Ravetto, avvocatessa e componente della commissione Bilancio di Montecitorio. «Tramite gli uffici della commissione - racconta - sono andata a fare questa verifica dalla quale risulta che il ministero di Barbara Pollastrini ha ricevuto per il 2007, 52 milioni di euro. Quaranta nel 2007 e 12 dall’extragettito, il cosiddetto tesoretto, e dal pacchetto Bersani del 2006. Quando ho chiesto conto delle spese, ho visto che il saldo è zero». E sono dati aggiornati al nove novembre scorso, quelli a disposizione della Camera.
Situazione simile per quanto riguarda cinque fondi destinati alle Pari opportunità e attivati presso la Presidenza del Consiglio. Uno, ad esempio, destinato a interventi a favore delle vittime dei reati di riduzione in schiavitù, un altro alle politiche per la violenza sulle donne. «A questi mi risulta che siano stati attribuiti 68 milioni di euro nel 2007. E lo speso, sempre al 13 novembre, era 4,5 milioni di euro».
Un effetto ottico dovuto alla lentezza della burocrazia? Ritardi nella comunicazione tra palazzi? «Sarei proprio contenta di sbagliarmi, ma vorrei avere chiarimenti dal ministro», spiega Ravetto che sul tema presenterà un’interrogazione parlamentare.
Durante la discussione all’incontro organizzato dalla Carfagna, alcuni hanno ad esempio sostenuto che è stato speso il 20 per cento delle risorse a disposizione delle Pari opportunità. «Anche se fosse così, saremmo sempre qui a discutere quanto poco è stato speso, di quel poco che viene stanziato per le donne».
Perché, a parte i proclami del premier Romano Prodi, in Finanziaria le risorse per le donne sono poche. «E sono minime anche quelle per le forze dell’ordine», cosa che secondo l’esponente azzurra è da mettere sul conto di quello che questo governo non ha fatto. «Perché purtroppo negli ultimi tempi la tutela delle donne è soprattutto un tema da ordine pubblico». Solo questo? «No per rendere tutte più libere e sicure sarebbe necessario aprire il mercato, dare alle donne possibilità di carriera e potere economico. Gli investimenti devono andare in questa direzione». Campagne di informazione, quindi. Ma anche tutela della famiglia, aspetto che «manca del tutto anche nella finanziaria 2008». Basti pensare che «sarebbero bastati 400 milioni di euro per darci un sistema di asili nido degno dell’Europa. Ma non l’hanno fatto. Anche questo è andare contro le donne».