Il governo non riesce a trovare i soldi per assumere i 350mila precari

Mancano le risorse per regolarizzarli. Unione divisa sul progetto del Pdci di utilizzare i «conti dormienti». Maxiemendamento verso la fiducia

Antonio Signorini

da Roma

La stabilizzazione di 350 mila precari della pubblica amministrazione significa assumere personale di nomina politica. E, soprattutto, «la morte del merito», nel senso che comporterà il rinvio della stabilizzazione di chi ne ha più diritto, cioè 70 mila vincitori di concorso. La sorte dell’emendamento dei Comunisti italiani non è ancora decisa. Ieri il governo ha sollevato forti dubbi sulla copertura. Ma c’è chi avanza obiezioni di merito, come Maurizio Sacconi, ex sottosegretario al Lavoro e senatore di Forza Italia. «Tra i lavoratori che dovrebbero essere stabilizzati», spiega, ci sono «tanto per fare un esempio, gli assistenti nominati dagli assessori. Personale introdotto nell’amministrazione in modo discrezionale e senza uno straccio di selezione». E saranno integrati nello Stato a svantaggio «di 70 mila vincitori di concorso che non potranno che finire in coda. Chi ha affrontato una giusta selezione sarà messo da parte».
Questioni che la maggioranza non ha affrontato, impegnata com’è a trovare la copertura finanziaria per questa e altre modifiche alla finanziaria 2007 prima di martedì, quando la manovra dovrebbe approdare in Aula. L’utilizzo dei conti bancari dormienti (quelli che nessuno rivendica da tempo) non ha convinto il governo. E, dopo il via libera di sabato da parte del ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa, oggi via XX settembre ha fatto un passo indietro. «In commissione Bilancio hanno detto che i soldi per assumerli tutti non ci sono», ha riferito il senatore della Lega Nord Massimo Polledri. In difesa dell’emendamento del Pdci si è schierato anche l’Udeur, con il senatore Tommaso Barbato che ieri, in polemica con il Tesoro, ha abbandonato la cabina di regia sulla finanziaria. «Il rigore richiesto da Padoa-Schioppa deve valere per tutti altrimenti non votiamo la manovra», ha protestato. Il senatore del Campanile ha proposto di coprire l’assunzione dei 350 mila con un allungamento delle licenze Umts da 25 a 30 anni che darebbe 100 milioni in più all’anno.
Il fatto è che l’altra copertura individuata dal Pdci, cioè l’uso dei conti dormienti - osserva ancora Sacconi - è una tantum mentre l’assunzione dei precari comporta una spesa strutturale». Senza contare, osserva il vicecoordinatore di Forza Italia Fabrizio Cicchitto, che sembra «una sorta di esproprio proletario». La sorte dell’emendamento del Pdci è quindi appesa a un filo e potrebbe alla fine non passare. Stessa fine capitata ieri a quello proposto dal presidente della Commissione Bilancio Enrico Morando che fissava un tetto di tre mesi per la predisposizione del decreto necessario alla cessione del 20 per cento detenuto da Eni in Snam rete gas, saltato per l’opposizione di Rifondazione comunista. Tra le principali modifiche passate, una deroga al taglio del 50 per cento delle spese per le consulenze, quando riguardano le privatizzazioni e l’incremento dei fondi per la sicurezza di 40 milioni, ma solo a partire dal 2008.
Il gioco dei veti ha rallentato l’iter della manovra e il via libera della commissione è stato rinviato a oggi. Difficilmente i senatori riusciranno a rispettare il termine, fissato per questa sera alle 21. E non per colpa delle opposizioni, visto che le comunicazioni tra centrodestra e centrosinistra sono del tutto interrotte. Ed è scontato il ricorso al maxiemendamento con relativo voto di fiducia. La Casa delle libertà ha deciso di mantenere tutti i suoi emendamenti.