«Il Governo non tolga le etichette»

da Milano

Il governo Berlusconi ha salvato la produzione avicola introducendo l’etichettatura obbligatoria per il pollame, il governo Prodi tenta di affossare lo stesso settore eliminando quel provvidenziale obbligo di trasparenza. È stato infatti presentato un disegno di legge comunitario 2007 che si propone di abrogare l'indicazione obbligatoria nell'etichettatura dell'origine dei prodotti alimentari come l'obbligo di scrivere sulle etichette dell'extravergine la zona di coltivazione delle olive da cui proviene, previsti dalla legge 204 del 2004 approvata con il consenso di un milione di firme alla legge di iniziativa popolare. Di fatto apre la porta alla possibilità di spacciare come nazionali produzioni alimentari derivati da prodotti agricoli stranieri senza alcuna informazione per i consumatori. Una proposta che ha già messo in allarme Coldiretti, associazioni di consumatori e ambientalisti. «È grave il tentativo di colpo di spugna sull'obbligo di indicare nell'etichetta la provenienza degli alimenti introdotto per garantire la competitività del Made in Italy e difendere la salute dei cittadini consumatori – si legge in un comunicato della Coldiretti - dopo le recenti emergenze sanitarie come l'influenza aviaria e la mucca pazza».
«Si tratta dunque - aggiunge la Coldiretti - di un grave dietrofront nei confronti della volontà manifestata dalla società civile. Un inganno fondato sulla mancanza di trasparenza che mette a rischio la credibilità e del cibo italiano». Anche Legambiente è contraria alla proposta dell’esecutivo. «È un danno per la tipicità italiana e per la sicurezza dei consumatori. Ci auguriamo che sia soltanto una sgradevole svista che Governo e Parlamento facciano subito marcia indietro rimangiandosi il provvedimento».