Governo ormai in piena crisi la Polonia al voto in autunno

da Varsavia

Il governo nazional-populista polacco dei gemelli Kaczynski (Lech, presidente, e Jaroslaw, primo ministro) crolla sotto gli scandali per corruzione che hanno portato prima alla fuoriuscita dei populisti di Autodifesa dall’esecutivo e poi - appena mercoledì - al siluramento del ministro degli Interni, Janusz Kaczmarek, un ex procuratore capo.
Incontrando ieri Donald Tusk, leader dell’opposizione liberale di Piattaforma civica, che chiede elezioni anticipate, Lech Kaczynski ha deciso di staccare la spina a una coalizione (composta in origine da Diritto e Giustizia dei fratelli Kaczynski, dalla Lega delle famiglie e da Autodifesa) ormai in frantumi, giudicando «inevitabili» elezioni in autunno. «Nella situazione attuale - ha riferito un portavoce della presidenza dopo l’incontro tra i due durato oltre quattro ore - sia il presidente che il capo di Piattaforma civica hanno giudicato inevitabili le elezioni in autunno».
La crisi politica a Varsavia si era aperta qualche settimana fa con il licenziamento da parte del primo ministro del vicepremier e ministro dell’Agricoltura Andrezej Lepper (leader di Autodifesa), sospettato di corruzione e coinvolto in uno scandalo politico-sessuale. Appena rimosso dall’incarico, Lepper aveva dichiarato «morta» la coalizione, ritirando i suoi ministri dall’esecutivo. La crisi si è acuita l’altro ieri col siluramento di Kaczmarek, anche lui implicato in un caso di corruzione.