Il governo parla di famiglia con le coppie omosessuali

da Roma

Le coppie omosessuali non possono rappresentare la famiglia. Dunque il confronto in Parlamento sulle politiche sociali per i nuclei familiari non contempla, perchè non può contemplare, l’audizione di rappresentanti dei conviventi gay. Per la Casa delle Libertà non ci sono dubbi su questo punto: la famiglia è una, quella tutelata dall’articolo 29 della Costituzione. Ma ieri a Montecitorio in Commissione Affari sociali il presidente Mimmo Lucà (Ulivo) aveva invitato alle audizioni delle associazioni familiari anche i rappresentanti della Liff, la Lega italiana per le famiglie di fatto, associazione che tutela le coppie conviventi fondata nel ’97 da Franco Grillini, il diessino ex presidente dell’Arcigay. E così i deputati di centrodestra senza starci troppo a pensare si sono alzati e hanno lasciato la Commissione. Anche perchè è sembrato che la sinistra così facendo volesse dare quasi per scontato il riconoscimento delle coppie gay, aprendo di fatto ai Pacs. Pacs ai quali in effetti sono contrari anche i cattolici della maggioranza. Ma di fronte alla decisione di Lucà quelli della Margherita hanno preferito soltanto «dissentire» a parole senza lasciare la commissione.
Insomma in Parlamento se si parla di famiglia il dialogo tra centrodestra e centrosinistra è diventato impossibile visto che le posizioni sono inconciliabili come spiega Elisabetta Gardini, responsabile del coordinamento nazionale di Forza Italia per le politiche sociali. «Pur rispettando i problemi delle coppie di fatto anche omosessuali, è evidente a tutti che queste problematiche appartengono ad un ambito differente di quello della famiglia - dice la Gardini -. Non si può arbitrariamente inserire una associazione che per forza di cose sposta l'attenzione dai problemi reali della famiglia, alla definizione di che cosa sia famiglia. Un comportamento scorretto nei confronti dei componenti della Commissione,e soprattutto nei confronti dei rappresentanti delle Associazioni familiari». E infatti il Forum delle famiglie ha espresso a Lucà «tutto il disappunto per il metodo seguito» visto che le audizioni prevedevano l’ascolto «dei diretti interessati al sistema delle politiche familiari, cioè le famiglie» mentre allargando a «realtà diverse», denuncia il Forum, si contribuisce «solo a perpetuare la confusione sul soggetto cui le politiche familiari si rivolgono».
Scontata la protesta di Grillini che accusa la Cdl di «razzismo». Per l’ex presidente di Arcigay «escludere dall'indagine conoscitiva sulla famiglia l'unica associazione nazionale che rappresenta le famiglie di fatto, comprese quelle dello stesso sesso, attesta la volontà della destra nostrana di escludere e discriminare con atteggiamenti al limiti del razzismo».
Ma Riccardo Pedrizzi, responsabile delle politiche della famiglia per Alleanza Nazionale, lo rintuzza: «È vero che il Parlamento deve ascoltare la società, è vero che bisogna dialogare con tutti, ma è anche vero che la Lega italiana delle famiglie di fatto rappresenta solo se stessa e che qui si tratta di un’indagine conoscitiva sulla famiglia. Che c’entra la Liff?». Il capogruppo Udc alla Camera, Luca Volontè, denuncia invece «la violazione degli articoli 29,30 e 31 della Costituzione. La maggioranza vogliano strumentalizzare e discriminare le famiglie italiane».
Ma la maggioranza, nonostante le divisioni interne, sui Pacs non molla. Il ministro per le Pari Opportunità, Barbara Pollastrini, critica il centrodestra e annuncia al più presto «norme per le coppie di fatto».