Il governo pesca dai conti dimenticati i soldi per assumere 350mila precari

Fondo con i depositi non reclamati. Salta la tassa sugli affitti, cala a 80 euro il contributo sulla rottamazione. Scontro Cdl-Unione sulle modifiche

Antonio Signorini

da Roma

Niente cedolare secca al 20 per cento sugli affitti perché non c’è copertura. Stretta anche sugli ecoincentivi per chi acquista un’auto nuova. Trovati, invece, i denari per regolarizzare i precari della pubblica amministrazione. In una giornata decisiva per i contenuti della Finanziaria 2007 - segnata dall’approvazione della norma sulle successioni - la sinistra radicale ha messo a segno un importante risultato. Il ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa ha incontrato i capigruppo della maggioranza al Senato per mettere a punto le ultime modifiche prima che la manovra approdi in aula. E il risultato più importante lo ha incassato Oliviero Diliberto, con il via libera a un emendamento del Pdci che prevede l’assunzione, nei prossimi tre anni, di 300-350mila precari della pubblica amministrazione. Le risorse verranno trovate dai cosiddetti conti dormienti, cioè i depositi bancari che non vengono reclamati. Quelli che l’ex ministro Giulio Tremonti aveva destinato ai risarcimenti per le vittime dei crac finanziari.
L’altra novità emersa ieri, giornata di lavoro per i senatori nonostante il ponte dell’Immacolata, riguarda l’imposta sugli affitti. Il relatore della Finanziaria Gianfranco Morgando ha annunciato che l’emendamento che introduceva un’aliquota unica al 20 per cento sugli affitti è stato ritirato perché costava due miliardi di euro. Il governo, per bocca del sottosegretario all’Economia Alfiero Grandi, ha assicurato che il governo varerà comunque la cedolare, ma in un provvedimento successivo (il disegno di legge sulle rendite finanziarie). Anche se ha ammesso che l’obiettivo è fare in modo che sia un provvedimento «a costo zero». Vincolato, ha specificato Morgando, al recupero derivante dal contrasto degli affitti in nero. Nella Finanziaria, restano invece gli sconti (imposta al 20 per cento che si riduce al 15 per cento in alcuni casi) riservati alle Siiq, le società per l’investimento immobiliare quotato introdotte dalla manovra. Circostanza che ha fatto commentare all’ex sottosegretario e senatore azzurro Giuseppe Vegas, che la sinistra «aiuta i salotti buoni».
Altra novità emersa ieri nella definizione degli emendamenti è la riduzione del contributo per la rottamazione delle auto Euro0 e Euro1 senza comprarne una nuova che è sceso da 200 a 80 euro ed è accompagnato «dal rimborso totale dell’abbonamento al trasporto pubblico locale per una annualità». È previsto un contributo di 800 euro per l’acquisto di un’auto Euro 4 o 5 accompagnato dall’esenzione del bollo per due anni.
Come previsto, è arrivato il via libera della commissione alla tassa di successione. È saltata la norma contestata che riguardava i conviventi, mentre è stata confermata l’esenzione dei passaggi di aziende di padre in figlio, o tra nonno e nipoti, anche se si tratta di donazioni. L’erede dovrà però proseguire il lavoro in azienda per almeno 5 anni, altrimenti dovrà pagare retroattivamente. Arriva poi una soglia di esenzione di 1,5 milioni per gli eredi disabili e di 100 mila euro per i fratelli. Tra le novità delle votazioni, la cancellazione, della confisca dei beni per il reato d’abuso d’ufficio che era stata introdotta alla Camera.
Da un punto di vista più politico, la giornata di ieri è stata caratterizzata dal fallimento di una qualche forma di intesa tra maggioranza e opposizione. La Casa delle libertà aveva chiesto al governo modifiche su infrastrutture, sicurezza (anche il ministro dell’Interno Amato si è detto insoddisfatto dalla Finanziaria), Tfr, contributi previdenziali per gli autonomi e studi di settore. La risposta della capogruppo dell’Ulivo Anna Finocchiaro è stata l’assicurazione che la maggioranza in Senato opererà, già nel 2007 «per reperire risorse che possano garantire le opere infrastrutturali» e quelle «da destinare alla sicurezza dei cittadini». Troppo poco per la Cdl. La dimostrazione, secondo il presidente dei senatori di An Altero Matteoli «che Prodi non vuole il confronto con l’opposizione». Il centrodestra, ha spiegato il presidente dei senatori di Forza Italia Renato Schifani, «non chiedeva un impegno per il futuro, ma una modifica a questa Finanziaria».