Il governo pone la fiducia sulle liberalizzazioni

L'esecutivo ha posto la questione di fiducia sul maxiemendamento,
presentato alla Camera, per il decreto legge sulle liberalizzazioni del ministro dello
Sviluppo Economico Pierluigi Bersani.
Lo ha annunciato in aula il ministro per i Rapporti con il Parlamento Vannino Chiti

Roma - Il governo ha posto la questione della fiducia sul maxiemendamento presentato alla Camera sul decreto legge sulle liberalizzazioni del ministro dello Sviluppo Economico Pierluigi Bersani (leggi tutti i provvedimenti). Lo ha annunciato in aula il ministro per i Rapporti con il Parlamento Vannino Chiti. Il decreto deve essere trasformato in legge entro il 2 aprile ed è stato fortemente osteggiato dall'opposizione. Bersani ha fatto sapere che la maggioranza è disposta a «fare le notti su queste norme». A Montecitorio, nonostante la fiducia, con la discussione sugli ordini del giorno, che sono numerosi, l'opposizione potrebbe far slittare ancora di molto i lavori della Camera.

Con il rischio che il governo non vuole correre, ossia che il provvedimento decada (deve ancora passare al Senato e scade il 2 aprile). «Siamo al paradosso - ha sottolineato Bersani - sedicenti liberali che si buttano sotto i binari per fermare il treno delle liberalizzazioni». «Noi troveremo il modo comunque per fare approvare queste norme. Non possiamo consentire che queste norme non vengano approvate nei tempi giusti», ha affermato Bersani, ricordando che «se il provvedimento dovesse decadere i mutui non sarebbero revocabili senza penale, le ricariche bisognerebbe pagarle, il bonus malus sarebbe come una volta... . Noi siamo stati aperti dove c'erano emendamenti migliorativi». Il ministro ha sottolineato come «l'ostruzionismo non permetterà così la discussione nemmeno dell'articolo 12, sulle concessioni della Tav sul quale volevamo, invece, discutere».

Dal governo c'è anche chi è scontento per la decisione di porre la fiducia. «Sono amareggiato - ha detto il ministro Vannino Chiti - perché ho fatto di tutto per non mettere la fiducia, per dare spazio al confronto. Avevo torto, però. Si è praticato un ostruzionismo che ha messo a rischio un provvedimento importante». «Di liberalizzazioni - ha proseguito il Ministro - se ne vuole parlare solo nei salotti televisivi. Siamo l'unico paese dove il centrodestra è contrario. Si può fare una battaglia e votare contro ma quando si approfitta dei regolamenti per portare al limite della cancellazione un provvedimento è gravissimo».