Il governo prepara una task force. Gamberale pronto a investire sulla rete

La realizzazione di una nuova infrastruttura per le tlc capace di supportare la banda «larghissima», ossia la rete «Ngn», continua a tenere banco nel confronto tra gli operatori, il governo e le autorità di regolamentazione. Il sottosegretario allo Sviluppo Economico, Paolo Romani ha annunciato che sarà costituita una task force per mettere a punto «un progetto Paese per la larga banda oltre i 20 megabit». A guidarla sarà Francesco Caio, ex amministratore delegato di Cable&Wireless, già consulente del governo britannico per la stessa materia. Anche se l’amministratore delegato di Telecom, Franco Bernabè ha evidenziato la necessità di sviluppare la domanda prima di pensare alla realizzazione di una nuova rete, visto che gli utenti hanno già «una larghezza di banda del tutto adeguata», con il 50% dei collegamenti già a 20 mega. Gli altri operatori hanno sottolineato (come al solito) la necessità di aprire maggiormente la rete Telecom alla concorrenza. Secondo l’ad di Vodafone Italia, Paolo Bertoluzzo, «il modello che funziona è quello della separazione funzionale sul tipo della britannica Open Reach». Per Stefano Parisi di Fastweb il modello inglese non è da seguire «per non trasformare gli operatori in semplici reseller». Parisi ha anche sollecitato un ribilanciamento delle tariffe di terminazione dato che quelle del mobile sono più alte di quelle del fisso. L’ad di Wind Luigi Gubitosi ha detto che la questione della rete va affrontata in tempi rapidi e che la Task force «è un’ottima idea». Mentre Vito Gamberale di F2i, Fondi italiani per le infrastrutture, è pronto ad affiancare Telecom nella realizzazione della nuova rete. «F2i - ha detto - potrebbe senz’altro rappresentare il nucleo aggregante di altre istituzioni finanziarie a maggioranza italiana». Intanto a Palermo, per la presentazione di nuovi servizi, il presidente di Telecom Gabriele Galateri ha detto che la società intende lavorare per riportare i valori dell’azione, ieri -3,8% sempre sotto quota 1 euro, a livelli più elevati.