«Il governo Prodi non deve toccare Malpensa»

Sabrina Cottone

«Disastroso». Letizia Moratti non usa giri di parole per commentare l’accordo tra Alitalia e il sindaco di Roma, Walter Veltroni, destinato a penalizzare Malpensa. L’intesa siglata con Giancarlo Cimoli, presidente della compagnia di bandiera e di Aeroporti di Roma spa, prevede di spostare una parte dei voli intercontinentali a Fiumicino. La candidata sindaco della Cdl lancia l’allarme: «Abbiamo già perso l’America latina, adesso cerchiamo di evitare di perdere nuove tratte di collegamento con l’Asia». Moratti lancia un appello a Prodi perché «proceda con gesti chiari, dia segnali che non volta le spalle al Nord». Ma contemporaneamente annuncia anche quale potrebbe essere il contrattacco e cioè l’apertura ai concorrenti di Alitalia: «Ci sono le compagnie aeree di tutto il mondo interessate a posizionarsi nei vuoti che Alitalia lascia».
Moratti ricorda che «da anni la Lombardia chiede a gran voce il rilancio del sistema aeroportuale regionale» e che con queste scelte si compiono «pericolosi passi indietro». Gli investimenti pubblici fatti su Malpensa sono cospicui (3mila miliardi) e il 70% dei passeggeri è incentrato sul Nord Italia. «Su Malpensa si tratta di investire e non di fare marcia indietro. Milano si aspetta un rafforzamento dello scalo» aggiunge l’ex ministro, anche perché i viaggiatori del Nord - prevede lei - non punterebbe su Roma ma su Zurigo o Francoforte. Per questo l’appello a Prodi non è solo nell’intesse della città: «Difendere Milano significa difendere l’economia nazionale. Va bene potenziare Fiumicino ma senza distruggere Malpensa».
La candidata della Cdl ha poi risposto sulla chat del Corriere alle domande rivoltele via mail. E ha ribadito punti del suo programma, dal no alla chiusura del centro alla volontà di introdurre un ticket per i veicoli inquinanti dei non residenti fino all’intenzione di valorizzare le donne in squadra senza ricorrere alle quote rosa: «Penserò agli assessori solo dopo aver vinto, anche perché ho in mente modifiche e accorpamenti degli assessorati».
Moratti ha ricordato di essere una candidata indipendente anche da Berlusconi. «L'indipendenza che ho avuto nei suoi confronti è testimoniata dalla mia esperienza in Rai quando ho distrutto Mediaset» ha detto rispondendo alla domanda di un lettore che le ha chiesto perché dovrebbe votare lei, «che è una brava persona», se poi «c’è Berlusconi». Ha poi spiegato che la sua indipendenza le è stata garantita proprio dall’ex premier: «Confermo la mia stima per Berlusconi e posso testimoniare che in questi cinque anni di lavoro al governo non ha mai interferito nelle decisioni di mia competenza».
Sul traffico ha detto no alla chiusura del centro storico: «Milano è una città attiva, dove si lavora e il centro è caratterizzato anche dalla presenza di uffici e è necessario che possa essere raggiunto da tutti facilmente». Così, la migliore misura antitraffico e antismog sarebbe «l’introduzione della tassa per i veicoli inquinanti che ogni giorno entrano in città». E agli ambientalisti assicura: «Nei prossimi dieci anni incrementeremo di un ulteriore 50 per cento il verde pubblico».