Il governo rilancia la Valbormida

Il Ministro delle Attività produttive, Claudio Scajola, firma oggi pomeriggio, nella sede della prefettura di Savona, l'Accordo di programma per l'attuazione degli interventi di rilancio dello sviluppo della Valle Bormida.
L'intesa è destinata ad attuare una vera e propria manovra di sviluppo, volta a rimuovere gli elementi di «blocco» delle potenzialità insite nell'apparato produttivo e nel sistema economico territoriale del comprensorio e innescare «processi virtuosi» di crescita economica. L'intervento finanziario immediato riguarda l'utilizzo di circa 20 milioni di euro per la Ferrania (su fondi del Ministero delle Attività Produttive per contratti di programma), ma si prevede che l'impegno pubblico possa giungere fino a 100 milioni di euro, per un ampio arco di investimenti industriali. Altro intervento immediato riguarda la destinazione di circa 6 milioni di euro per infrastrutture varie (grazie alla rimodulazione dei fondi del Patto territoriale Valle Bormida).
Sempre in tema di infrastrutture, il consiglio di amministrazione dell’Anas ha approvato, fra l’altro, il piano finanziario relativo all’Autostrada dei Fiori che gestisce la tratta dell’A10 Ventimiglia-Savona.
In questo caso, il piano prevede interventi di adeguamento e potenziamento della rete autostradale storica per un valore complessivo di 190 milioni di euro, comprensivo del nuovo piazzale di Ventimiglia (43 milioni di euro). Il meccanismo adottato per il finanziamento dall’Anas - come sottolinea il presidente Vincenzo Pozzi - lega gli incrementi delle tariffe di pedaggio destinati a coprire gli investimenti sulla rete allo stato di avanzamento effettivo degli investimenti stessi e alla realizzazione di nuove opere autostradali previste negli stessi piani, a tutela degli utenti.
Tutto ciò - promette ancora Pozzi - nell’ambito dell’esercizio, da parte di Anas, in qualità di ente concedente, di un attento controllo sugli stessi piani finanziari e sui parametri che determinano l’incremento delle tariffe di tutte le concessionarie. E questo, al fine di operare un contenimento degli aumenti futuri».