Il governo rivede le stime: nel 2008 la crescita frena allo 0,1 per cento

da Roma

Tre articoli: uno che fissa il saldo netto da finanziarie per il prossimo triennio; uno che stanzia 3 miliardi per i contratti del pubblico impiego; uno che rende strutturali le agevolazioni fiscali per determinate categorie. In più, una manciata di tabelle. La legge finanziaria è tutta qui. L’ha approvata il consiglio dei ministri, autorizzando anche il ricorso del voto di fiducia.
Giulio Tremonti spiega che la natura “light“ della finanziaria impedirà «il tradizionale assalto alla diligenza», in quanto il Parlamento - precisa il ministro dell’Economia - potrà svolgere soltanto «una discussione di principi». Innescando così le critiche dell’opposizione. Al Tg1, poi, il ministro ribadisce che l’Italia rispetterà gli impegni europei, compreso il pareggio di bilancio entro il 2011. E riguardo alla situazione economica, osserva: «Dobbiamo e possiamo avere fiducia». Quando la crisi sarà finita, «saremo messi molto meglio di altri».
Con la relazione previsionale e programmatica (approvata da una riunione del Cipe che ha anticipato il Consiglio dei ministri) il governo corregge al ribasso le stime di crescita di quest’anno e degli anni successivi. Con il Dpef aveva indicato un aumento del Pil di quest’anno allo 0,5%, con le nuove stime lo porta allo 0,1%: esattamente in linea con le stime europee. Alla base del deterioramento del quadro - scrive la relazione - l’inflazione alta a causa del caro-petrolio e dell’aumento generalizzato dei prodotti alimentari, la crisi finanziaria internazionale, innescata dai mutui sub prime; l’apprezzamento dell’euro.
«L’indebitamento netto, corretto per il ciclo in base ai parametri europei - sottolinea Tremonti - resta sostanzialmente invariato: al 2,5% per il 2008 e al 2,1% nel 2009». Il peggioramento (di appena uno o due decimi di punto) è determinato proprio dal rallentamento della crescita. Fenomeno che ha anche ripercussioni sull’avanzo netto di bilancio e sul rapporto fra debito e Pil.
Al di là dei conti pubblici, la finanziaria stanzia 1,5 miliardi da destinare al rinnovo dei contratti degli statali. Di questi, 680 destinati alle forze armate a cui si devono aggiungere i 540 milioni per la vacanza contrattuale e altri 200 milioni che arriveranno dalla razionalizzazione delle spese dei dipendenti pubblici. Per i dipendenti pubblici prevista anche l’applicazione del “metodo Marchionne“: un anticipo sul rinnovo dei contratti.
Resi strutturali gli sconti fiscali per gli asili nido, per la formazione per i docenti e per incentivare l’uso degli abbonamenti ai mezzi pubblici. Tra gli altri interventi, prevista un’aliquota agevolata Irap per il settore agricolo, l’accisa agevolata per il riscaldamento nelle zone svantaggiate e le deduzioni forfettarie per l’autotrasporto.