Il governo sblocca i soldi Operai e politici bloccano la ferrovia

(...) di investimento per Sestri Ponente, che erano stati appena sbloccati, come pre-annunciato ufficialmente l’altra sera alle ore 19.33 dal ministro Romani: «L’iter di approvazione del decreto che stanzia 50 milioni di euro per la realizzazione delle opere da destinare nell’area del cantiere di Sestri Ponente è ormai giunto alla fine e si prevede la firma conclusiva, da parte del ministero dell’Economia, nelle prossime ore». Pur di far scendere in piazza e far manifestare contro il (mal)governo Berlusconi, quelli che chiacchierano, quindi, non ci hanno pensato un attimo.
«Come promesso, ieri mattina - ha spiegato irritato il deputato Pdl Michele Scandroglio - il ministro Tremonti ha firmato il decreto con il quale si sbloccano definitivamente i 50 milioni di euro per lo stabilimento di Sestri Ponente. Il provvedimento era preannunciato e il governo Berlusconi ha mantenuto normalmente la parola data. Con questo nuovo investimento, potremo rilanciare l’attività del cantiere navale, come chiedono gli operai e tutta la città. Si potrà avere più speranza per il futuro. Genova è stata sconquassata da una manifestazione guidata da sindacalisti e da politici di sinistra che è risultata a dir poco improvvida. Ancora una volta la Fiom si è schierata contro i lavoratori, agitando inutilmente spettri inesistenti in quanto il governo è attento pure ai problemi degli operai genovesi». Tuttavia, non è stata soltanto la Fiom e i compagni della sinistra, sindaco compresa, ad essere sbugiardati dal (mal)governo Berlusconi, ma anche chi, come la fedelissima dell’ex ministro Scajola, ha cominciato ad applaudire il centrosinistra.
«Chi ha responsabilità di governo deve dire la verità, non può sottrarsi e fuggire - ha detto ieri mattina Renata Oliveri, l’ex avversaria di Repetto, elogiando il discorso di Repetto in cui chiedeva le dimissioni di Tremonti - non esito a parlare di arroganza ministeriale, che oggi vedo più schierato a difesa di interessi particolari che di interessi generali. Da qualche tempo ho forti dubbi sul ruolo di Tremonti. Occorrono risposte chiare per Fincantieri. Mantenere i conti a posto ormai è diventato soltanto uno slogan. Manca il via libera agli investimenti. Stando fermi, si va indietro». «Deve prevalere un maggior senso di responsabilità da parte di tutti - ha detto il sottosegretario Francesco Belsito della Lega Nord - basta polemiche e basta strumentalizzazioni sulla pelle dei lavoratori». Insieme alla «neocompagna» Oliveri, a soffiare sul fuoco, mentre, come pre-annunciato, Tremonti sbloccava gli investimenti, ieri mattina c’era in prima fila anche Marta Vincenzi, che ancora una volta ha sprecato il suo fiato: «Tutti ci aspettavamo di tornare da Roma con la firma del ministro Tremonti, che sblocca il finanziamento di 50 milioni per la riorganizzazione del cantiere. Così non è stato. Abbiamo avuto buone parole da parte di tutti, ma fatti concreti pochi. È tempo che questi arrivino, perché qui la tensione è alle stelle». Mentre il (mal)governo sbloccava una pioggia di «palanche» a favore di Genova, ieri c’è stato pure chi ha sfoggiato quell’aplomb tipico di una certa classe di genovesi.
«La città sta pagando quello che lo Stato non ha fatto - ha detto a Babboleo News Marco Bisagno, presidente dei cantieri genovesi T. Mariotti ed ex presidente della Confindustria - Se io fossi l’amministratore delegato di Fincantieri, dovendo purtroppo fare una riduzione di produzione, farei una valutazione di quelli che sono i cantieri più efficienti e meno efficienti. È logico che dovendo scegliere tra Monfalcone e Sestri Ponente, io sceglierei Monfalcone, anche se gli operai sono sacri».
«Qui c’è una professionalità almeno pari a quella che c’è a Monfalcone» gli ha replicato il presidente della Provincia Repetto.
Stamane il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, incontrerà anche gli operai della Fincantieri in Prefettura o al Palazzo della Meridiana. Ieri sera dal girone degli «ignavi» c’è chi ha ammesso la gaffe: «Ho preso atto dell’impegno del ministro Romani con il quale ho parlato - ha detto Repetto - al quale, su un piano di onestà intellettuale, riconosco il merito dell’azione svolta».