Il governo scende in campo contro l’abbandono dei minori

Il ministro Prestigiacomo: «Volantino in quattro lingue per coinvolgere soprattutto le mamme clandestine»

da Roma

Sulla panchina di un parco, in una scatola di cartone, spesso nei cassonetti. Aumentano i casi di neonati abbandonati, circa 300 ogni anno in Italia. Soltanto i più fortunati sopravvivono e trovano una famiglia che li accoglie. «Non abbandonarlo, non sei sola» è il senso della campagna informativa lanciata ieri dal ministro per le Pari opportunità, Stefania Prestigiacomo. Un milione di opuscoli e 250.000 locandine in quattro lingue, compreso l’arabo, saranno distribuite in tutti i luoghi pubblici (enti locali, consultori, associazioni) per far capire a tutte le donne, anche le extracomunitarie irregolari, che comunque hanno la possibilità di dare il loro figlio in adozione senza patire nessuna conseguenza personale. Ogni donna, italiana o straniera, può partorire in ospedale con la garanzia di mantenere l’anonimato e vedere tutelata la propria salute e quella del proprio figlio. Come simbolo della campagna un bimbo che dorme sonni tranquilli protetto dalla conchiglia di una lumachina e sopra il manifesto la scritta: «Non abbandonarlo, puoi partorire senza dare il tuo nome. Il suo futuro sarà protetto».
«I casi non sono moltissimi - commenta la Prestigiacomo - ma anche questi pochi rappresentano un fenomeno scottante, terribile, la cui lotta passa per l’informazione». Secondo il ministro l’Italia ha il dovere di promuovere la maternità e proprio per questo «ci sono una serie di norme all’avanguardia a livello internazionale che tutelano le donne in difficoltà». Spesso però manca l’informazione. «Le donne devono sapere - aggiunge - che con questa campagna vogliamo tutelare il bambino ma anche la donna perchè la non assistenza al parto può rappresentare un rischio per la sua salute». Anche la madre che abbandona il figlio in un cassonetto è da considerare una vittima. «Sono donne che hanno deciso di non abortire - osservano i promotori dell’iniziativa - ma poi sono evidentemente spaventate all’idea della maternità. Si tratta di donne da aiutare». Tra breve verrà anche attivato un numero verde dove rivolgersi per avere informazioni. «Dopo l’ultimo caso di abbandono, avvenuto a Roma pochi giorni fa - ricorda la Prestigiacomo - è ancora più urgente ed attuale utilizzare strumenti per informare le donne in difficoltà sui loro diritti senza per questo compromettere la loro vita e quella del bambino». La Prestigiacomo osserva pure che a volte una donna intenzionata ad abbandonare il figlio quando viene a conoscenza degli aiuti che ha a disposizione cambia pure idea.
Quattro le lingue scelte per l’informazione oltre l’italiano: inglese, spagnolo, francese e arabo. Per fare in modo che anche le donne extracomunitarie che vivono nel nostro Paese clandestinamente sappiano «che per loro è vietata l’espulsione ed è previsto un particolare permesso di soggiorno temporaneo».