Governo, è scoppiata la guerra delle mozioni Mossa del premier: votare solo per la Camera

Alla Camera mozione di sfiducia Pd-Idv. Bersani: "Spero che Fli voti con noi". Contromossa del Pdl: mozione di sostegno in Senato. Cicchitto: "Avanti con Berlusconi o al voto". La Russa: "Mai chiuso al dialogo con l'Udc". Casini: "Berlusconi bis? No". L'Mpa: "Lasciamo anche noi il governo"

Roma - Maggioranza e opposizione combattono a colpi di mozione. Il Pd ha presentato, alla Camera, insieme all'Idv la mozione di sfiducia contro il governo. Il capogruppo alla Camera Dario Franceschini ha scritto al presidente della Camera per chiedere di convocare subito una capigruppo che calendarizzi il voto sulla mozione. Il Pdl al Senato ha risposto predisponendo il testo di una mozione parlamentare a sostegno dell’azione del governo, della quale chiederà la calendarizzazione in tempi che non intralcino l’approvazione del documento di bilancio e della legge di stabilità.

Mozione sfiducia: il testo "Preso atto che il governo non ha più il cmpiuto sostegno dell’originaria maggioranza", comincia così la mozione di sfiducia presentata a Montecitorio da Pd e Idv. "Considerato che la permanenza in carica dell’esecutivo - prosegue la mozione firmata da Franceschini e Donadi - non consente di affrontare e risolvere alcuno dei gravi problemi del Paese", la Camera "esprime, ai sensi dell’articolo 94 della Costituzione, la propria sfiducia al governo". 

Bersani: Fli voti con noi "La mossa al Senato è solo traccheggiamento. A Montecitorio c’è già una mozione di sfiducia. Io voglio credere che si eserciti la coerenza di tutti quelli che pensano che questa fase è finita e questa è un’occasione per dimostrarlo". Il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, si appella così al presidente della Camera, affinché anche Fli voti la mozione di sfiducia al governo.

L'iniziativa del Pdl Il Popolo della Libertà vuole tornare a menare le danze nella maggioranza. E lo fa con il capogruppo alla Camera, Fabrizio Cicchitto. Dopo i tentativi di mediazione falliti da Bossi con Fini il Popolo della Libertà vuole scandire i tempi della crisi che agita il centrodestra. Verifica alla Camera e al Senato dopo l'approvazione della finanziaria. Ma la soluzione, già indicata, è una soltanto: "Il governo con Berlusconi premier o il ritorno alle urne". Intanto Fli e Mpa si preparano a ritirare i propri uomini dalla squadra di governo. Le dimissioni arriveranno sul tavolo del premier, Silvio Berlusconi, non appena sarà di ritorno da Seul dove ha partecipato al G20.

Cicchitto detta la linea "Il chiarimento vero verrà dopo la finanziaria" anticipa Fabrizio Cicchitto che annuncia l’apertura di una vera e propria verifica parlamentare al termine della sessione di bilancio. "L’andare avanti e il recarsi in parlamento sono le due facce della stessa medaglia. Faremo una verifica parlamentare al Senato e poi alla Camera, e si vedrà qual è l’orientamento della maggioranza dei deputati e dei senatori. Se è favorevole al governo si andrà avanti, qualora invece ci fosse un atteggiamento diverso, per noi a quel punto l’unico sbocco democratico possibile è ritornare davanti al corpo elettorale". Ma prima l'approvazione della manovra: "Credo che da parte di tutti, per senso di responsabilità, ci sia l’impegno - spiega Cicchitto - di espletare l’iter parlamentare delle cose più significative, in primo luogo quello della finanziaria, perchè c’è un problema che abbiamo davanti al paese per la tenuta dell’economia italiana in una situazione in cui la crisi economica internazionale non è finita. Quindi il chiarimento vero avverrà dopo l’approvazione".

I finiani e la crisi "Abbiamo proposto a Berlusconi un governo di svolta, un governo più forte che affronti la crisi che ha il governo, una crisi di immagine forte, e che ha il Paese. Se la risposta è 'resistere, resistere, resistere', Berlusconi resterà lì, avrà la crisi e non ci sarà la svolta" spiega il vicepresidente dei deputati di Fli, Benedetto Della Vedova. Quanto alla tempistica proposta da Cicchitto Della Vedova osserva: "La finanziaria deve arrivare in fondo ma deve arrivare in fondo bene, su questo c’è il nostro impegno. Poi vedremo quello che succederà, e vale quello che dice Cicchitto".

Mpa: lasciamo l'esecutivo "La presenza dell'Mpa in seno al Governo non è più in sintonia con gli impegni politico programmatici che sono stati assunti con l'elettorato" e il partito di Raffaele Lombardo ha dunque deciso di "porre fine alla partecipazione all'attuale Governo". È quanto hanno deciso i vertici del partito nel corso dell’ufficio politico dell’Mpa, nel quale si sottolinea l’impegno a "operare con senso di responsabilità perché nell`azione politica e parlamentare non si ledano i superiori interessi del Paese e perché si pongano le condizioni per rimuovere con adeguate riforme". "L’Mpa - sottolinea il documento approvato - ritiene di porre fine alla partecipazione all'attuale Governo che manifesta di avere ormai esaurito la propria capacità di incidere per lo sviluppo dell`intera comunità nazionale, rischiando anzi una pericolosa deriva che può compromettere seriamente tale unità e si impegna ad operare con senso di responsabilità perché nell'azione politica e parlamentare non si ledano i superiori interessi del Paese e perché si pongano le condizioni per rimuovere con adeguate riforme, a cominciare da quella relativa al sistema elettorale, le cause di una condizione di scontro permanente in seno alla quale rischia di maturare un deterioramento progressivo delle regole fondamentali della convivenza civile".

Casini e il Berlusconi bis Un’ipotesi governo di Berlusconi bis "non è nel novero delle possibilità". Ne è convinto Pier Ferdinando Casini. Per il leader dell’Udc, comunque l’ipotesi "fa parte del secondo atto", quello che riguarda "il presidente della Repubblica che saprà indicare la persona che ritiene più opportuna". Casini inoltre sottolinea che "le elezioni sono una follia". Ora, aggiunge, "è necessario per tutti trovare una soluzione, ma non mi sembrano indicati né toni sbracati contro Berlusconi né il minacciare le piazze come fa il presidente del Consiglio che, evocandole, dimostra di non avere il polso della situazione".

La Russa: mai chiuso al dialogo con l'Udc Il ministro della Difesa e coordinatore nazionale del Pdl, Ignazio La Russa, ribadisce la possibilità di un allargamento della maggioranza all’Udc. "Le ipotesi di allargamento - ha detto durante la presentazione di un’iniziativa del Pdl a Milano - sono quelle che il presidente Berlusconi ha sempre prospettato, cioè che non si è mai dimostrato chiuso ai colleghi dell’Udc con i quali siamo in Europa. Se trovassimo la quadra nella coalizione non avremmo obiezioni a discutere con loro". La Russa ha sottolineato che con i centristi "non è valoriale, ma in passato è stato quello della leadership e del modello istituzionale che per noi è bipolare". Quanto a Futuro e libertà il ministro ha sottolineato che formalmente è ancora nella maggioranza.