«Il governo si è già mosso, ora tocca all’Ue»

«Non cerchiamo alleati, non faremo altri passi. Il nucleare è il futuro per l’Europa»

da Bruxelles

«Alleati? Noi non li abbiamo nemmeno cercati, questo principio è sicuro. Non abbiamo fatto nemmeno una telefonata», spiega il presidente Silvio Berlusconi all’uscita dal vertice europeo di Bruxelles, smentendo l’esistenza di una lettera contro il protezionismo su cui l’Italia avrebbe cercato adesioni. Nella riunione non si è parlato del caso Enel-Suez-Gaz de France, perché «il dossier è stato trasferito sul tavolo della Commissione europea». Del resto, «una volta che sono stati stabiliti i principi, e cioè che il mercato deve essere libero e che ci deve essere reciprocità tra i diversi Paesi, il governo non deve fare un passo in più».
Se, come dice Berlusconi, tra i membri dell’Unione europea «è largamente condiviso il principio dell'apertura del mercato», nel coro manca una sola voce, quella della Francia. Che sul tema del protezionismo montante ha un’interpretazione tutta personale visto quanto accaduto nella vicenda.
Per il resto, a difesa di un mercato che non sia unico soltanto nel nome, l’Europa sembra rigettare ogni rigurgito di nazionalismo economico e non voler tollerare l’alzata di barriere. Soprattutto in un settore strategico come quello dell’energia. «La Commissione europea, per come si è manifestata nei nostri confronti, intenderà intervenire con un’azione molto precisa», aveva spiegato Berlusconi, prima di intervenire al summit dedicato ai temi economici. Sul caso Enel, il presidente del Consiglio si è detto sicuro che «tutto ciò che dovevamo fare è stato fatto» e ha smentito di avere in programma un incontro con il presidente francese Jacques Chirac.
Un richiamo al rispetto della legislazione comunitaria in materia di energia è arrivato ieri dal commissario alla Concorrenza, Neelie Kroes. Il Cancelliere tedesco Angela Merkel si muove in perfetta sintonia con Berlusconi nel richiamare l’esigenza di «campioni industriali di portata continentale».
Ieri Berlusconi è anche tornato sul nucleare. Dopo la cena con i leader europei dedicata all’energia, ha commentato: «Siamo tutti d'accordo, il futuro è nel nucleare. Bisogna essere solidali, investire e pensare al nucleare di quarta generazione, che è il futuro. È indispensabile e ineliminabile».