Il governo spagnolo apre le porte ai transessuali nell’esercito

Anche gli uomini «senza attributi», da ieri, possono entrare tra le file dell'esercito spagnolo. Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale delle nuove direttive sulle «esclusioni mediche», firmato dalla vicepremier Maria Teresa Fernandez de la Vega, viene infatti cancellata la disposizione che fino ad oggi prevedeva «l'assenza totale o parziale del pene o di entrambi i testicoli» come uno dei motivi per respingere la richiesta di arruolamento di un transessuale nelle Forze Armate iberiche. Cade così un tabù dell'esercito spagnolo che aveva resistito due decadi.
La novità è stata voluta dal ministro della Difesa di Madrid, Carme Chacon, che ne aveva promesso la modifica da oltre un anno. La socialista catalana, famosa non solo per essere il primo ministro della Difesa donna di Spagna e in piena gravidanza al momento della designazione ma soprattutto per le sue lotte contro le discriminazioni, ha accolto le richieste pressanti e l'ostinazione di Aitor, un trans di 29 anni di Jaen, in Andalusia. Il giovane, nato donna, ha visto riconosciuta la sua condizione di uomo due anni fa e oggi può festeggiare la battaglia vinta. Aitor ha infatti lottato dal 2007 per realizzare il suo sogno: indossare l'uniforme della Cavalleria dell'esercito spagnolo. «Sono felicissimo. È da molto tempo che aspettavo questo momento - ha detto ai giornalisti -. La cosa più importante è che le persone che a partire da oggi si trovano nelle mie stesse condizioni non dovranno soffrire quello che ho sofferto io. È un passo importante per il diritto al lavoro».
Il giovane era diventato per le associazioni di gay, lesbiche e transessuali spagnole un simbolo della nuova battaglia per l'uguaglianza dei diritti, fino a diventare un caso mediatico. Aitor aveva catalizzato l'attenzione delle televisioni e dei giornali spagnoli e la sua vicenda stava incominciando a diventare scomoda per il Psoe del premier José Luis Zapatero. Durante la campagna elettorale per le politiche dell'anno scorso infatti il leader socialista si era impegnato ad abolire ogni discriminazione fondata sul sesso durante la seconda legislatura, entro il 2012. Dopo una lunga attesa per il cambio delle regole che avevano decretato il rifiuto da parte dell'esercito delle sue domande di arruolamento, Aitor ora potrebbe diventare il primo transessuale nato donna a entrare nelle file dell'esercito di sua maestà Juan Carlos di Borbone.
Il cambio della normativa però potrebbe essere arrivato troppo tardi. Il limite massimo d'età per arruolarsi è fissato dalla legge a 29 anni. La speranza per Aitor, che ha spento da poco le 29 candeline, è che venga accolto il suo ricorso contro i precedenti rifiuti collezionati nelle selezioni del 2007 e di due mesi fa. Ma casi di transessuali in uniforme nell'ex cattolicissima Spagna non sono una novità. Il testo modificato vietava infatti l'ingresso solo ai trans nati donna. Negli ultimi anni invece sono stati registrati almeno due transessuali nelle Forze Armate. Risale a cinque anni fa il caso di José Antonio Gordo Pantoja. Dopo il cambio di sesso nel 2004, con conseguente cambio del nome in Maria del Mar, Pantoja ottenne il permesso di rientrare nell'esercito. Due anni dopo è toccato alla Guardia Civil, l'equivalente dei carabinieri, un caso analogo, con il soldato Jose Carlos Romero diventato Alba.