«Il governo stanga le piccole imprese»

Serena Cipolla

da Milano

I lavoratori autonomi sono nel mirino del governo. Lo afferma la Cgia, l’associazione degli artigiani e delle piccole imprese di Mestre che accusa Romano Prodi di vero e proprio accanimento nei confronti della categoria. Secondo il segretario dell’associazione Giuseppe Bertolussi non c’è dubbio: l’aumento dei contributi previdenziali di circa 2 punti mezzo e la rivisitazione degli studi di settore verso l’alto metterà in ginocchio artigiani e commercianti.
Segretario, perché parla di accanimento fiscale?
«La riduzione del cuneo è un regalo solo alla grande impresa. Per la maggior parte di noi, non produrrà nessun beneficio perché il 70% della categoria non ha dipendenti e il titolare dell’attività svolge il lavoro da solo. Inoltre, il governo non ha trovato gli strumenti adeguati per la lotta all’evasione per colpire l’economia sommersa e quella criminale. Così, le nuove misure dreneranno altri 5-6 miliardi di euro dalla piccola impresa che già nel 2006 ha fatto entrare nelle casse dello Stato 10 miliardi in più dell’anno precedente.»
Secondo lei quindi pagherà di più chi già contribuisce largamente ?
«E così. In buona parte paga la piccola impresa che in Italia rappresenta il 97% dell’economia del Paese. Il governo dice di voler aumentare le entrate ma il problema è invece diminuire le spese. Su questo fronte però è sceso il silenzio. Da noi le tasse sono alte perché manteniamo una spesa pubblica eccessiva costituita da sprechi, sperperi e inefficienze e i cittadini italiani pagano molto più degli altri Paesi europei ricevendo in cambio servizi scadenti come sottolineato dalla Bce che ci ha messi al penultimo posto».
Quanto paghiamo in più?
«Tra tasse, imposte e tributi versiamo 6.665 euro contro i 5.877 dei tedeschi. I francesi pagano 113 euro in più di noi ma ne ricevono 9.467 sotto forma di spesa sociale e in Germania lo Stato trasferisce ai contribuenti 8.655 euro, 1.608 euro in più di quanto riceviamo noi».