Il governo del Sudan: "Trasportati in Libia turisti rapiti in Egitto"

Una fonte del governo di Karthoum: "Sono stati portati in territorio libico, a 200 chilometri dal confine egiziano". Dal Cairo fanno sapere che sono stati interrotti i contatti con i rapitori, tenuti dalla moglie del tour operator con il marito. Frattini conferma

Il Cairo - La carovana dei 19 ostaggi e rapitori sarebbe ora in territorio libico, oltre 200 chilometri a ovest del confine egiziano. Ne ha dato notizia un portavoce sudanese. Tra i sequestrati, rapiti venerdì scorso al confine tra l'Egitto e il Sudan, ci sono i cinque turisti italiani insieme ad altrettanti tedeschi, una romena e otto egiziani. Da altra fonte al Cairo si è appreso che sarebbero anche interrotti i contatti che erano in corso tra i rapitori e l’ambasciata tedesca nella capitale egiziana, mantenuti tramite le comunicazioni quotidiane con telefono satellitare tra l’organizzatore della spedizione, il tour operator Ibrahim AlbdelRahim, che è uno dei rapiti, e sua moglie, Kristen Butterweck AbdelRahim, negli uffici della loro agenzia Aeggyptus Intertravel, con sede al Cairo. Sempre secondo il portavoce sudanese i rapitori potrebbero appartenere a una fazione di ribelli del Darfur.

Individuati Nei giorni scorsi, le autorità sudanesi avevano detto di aver individuato il luogo dove si trovavano i 19 ostaggi con i rapitori, ma di non avere in programma operazioni di soccorso che potrebbero danneggiarli. I turisti stavano compiendo un’escursione in una regione desertica dell’Egitto al confine con il Sudan venerdì scorso, come hanno detto le autorità egiziane. Si tratta del primo sequestro di turisti stranieri in Egitto a memoria d’uomo, anche se militanti islamici hanno colpito negli ultimi anni l’industria turistica del paese con bombe e sparatorie che hanno fatto centinaia di vittime. La prefettura di Torino ha detto che gli italiani coinvolti, tre donne e due uomini, sono tutti torinesi, uno residente nel capoluogo e gli altri quattro in provincia. Si tratta di Lorella Paganelli, 49 anni, Walter Barotto, 68 anni, Michele Barrera, 71 anni, Giovanna Quaglia, 52 anni e Mirella De Giuli, 70 anni.

La conferma di Frattini "Io propendo per la correttezza della notizia". Così il ministro degli Esteri Franco Frattini ha risposto ad una domanda sulle informazioni secondo cui i cinque rapiti italiani sarebbero stati trasferiti in territorio libico. "Ho parlato con i libici. Stanno valutando ma non hanno escluso che la notizia sia vera", ha detto Frattini. 

La Libia chiude il deserto ai turisti Tripoli chiude l'accesso al deserto ai turisti locali e stranieri. A poche ore dalla notizia dello sconfinamento in territorio libico della carovana di turisti rapiti in Egitto, Gheddafi prende le prime precauzioni per la sicurezza dei turisti che già si trovano nel Paese o si accingono a raggiungerlo. Una circolare della Polizia Turistica, datata 24 settembre, è arrivata oggi a tutti gli operatori turistici del paese ed esteri con interessi in Libia. Vi si legge che "a seguito di ciò che sta accadendo nei paesi arabi limitrofi si ferma il turismo verso il deserto". In base a questo documento, firmato dal capo della Polizia Turistica, Taher Al Margni, "il turismo è consentito solo lungo la costa". La circolare va obbligatoriamente rimandata indietro sottoscritta da qualsiasi operatore turistico attualmente presente in Libia. D'altronde anche la Farnesina, sin dal 23 settembre, ha diramato un avviso particolare - sul sito 'viaggiaresicuri' - nel quale "sconsiglia tassativamente" viaggi nel deserto nella regione, ai confini tra la Libia ed il Sudan.