Il governo taglia, aumenti in vista "Conti difficili, 160 milioni in meno"

La Moratti chiede agli assessori di tirare la cinghia e li invita a
trovare sponsor. Quasi certi i rincari dei biglietti d’ingresso nei
musei e della bolletta dell’acqua. Per evitare rincari si punterà sull'efficienza dei servizi

«Molto amareggiata», si definisce così il sindaco Letizia Moratti, con deleghe al Bilancio, presentando le linee guida di previsione per il 2009, che porta il segno meno davanti ai 160 milioni di euro. «Sono amareggiata perché non vedo premiato il merito - ha spiegato - questo è un tema culturale di fondo che va affrontato nel nostro Paese. Ecco allora che diventa sempre più difficile, quando per anni si è fatta efficienza. Noi siamo l’unico comune che ha abbassato le tasse locali del 4% contro un aumento medio dell’8%, e abbiamo le tariffe più basse d’Italia. Quando si è già fatta efficienza la manovra diventa sempre più difficile». Sul bilancio, infatti, pesano le ricadute di Alitalia e del nuovo piano Cai che per noi significano minori dividenti e quindi una perdita delle entrate di 35 milioni di euro. Sea, negli anni precedenti, aveva fatto un ottimo lavoro passando da 400 a oltre 500 milioni di euro di utile, ma questo lavoro è stato vanificato oltre che dal vecchio piano Alitalia dal nuovo piano Cai».
Un quadro cupo, colpa anche dei mancati trasferimenti statali che incidono della metà sul «buco» di 160 milioni di euro: si parla di 74 milioni ripartiti tra eliminazione dell’Ici sulla prima casa (meno 39 milioni) e taglio dell’Irpef (meno 25 milioni). Il governo inoltre chiede un taglio dei costi della politica di 10 milioni, ma «gli emolumenti degli assessori e i gettoni per i consiglieri comunali e di zona ammontano in tutto a due milioni di euro, quindi ci vengono richiesti tagli sulla politica superiori agli effettivi costi politici che noi abbiamo - osserva piccata la Moratti -. È evidente che la rimanente parte dobbiamo andarla a prendere non sui costi della politica ma su altre spese». Su questo pesano poi anche le entrate dimezzate derivanti da Ecopass: 11 milioni di euro in meno del previsto. «Ma di questo siamo contenti, vuol dire che ci sono meno veicoli inquinanti in circolazione». Si è pensato di aumentare le tariffe del ticket d’ingresso per far quadrare i conti? «Assolutamente no». Almeno su questo i milanesi possono tirare un sospiro di sollievo. Come fare, allora? La manovra approvata ieri in giunta però conta sull’aggiornamento delle rendite catastali e sulla valorizzazione del patrimonio comunale che dovrebbero portare nelle casse di Palazzo Marino 45 milioni di euro, mentre grazie all’efficientamento, che tradotto significa tagli di 37 milioni di euro agli assessorati. Si apre ufficialmente la stagione della caccia allo sponsor. «Gli assessori sono liberi di ricorrere a sponsor o di proporre un aumento di tariffe, magari basate su una differenziazione di reddito - ha spiegato il primo cittadino - ma al momento attuale non sono previsti incrementi». C’è chi pensa di ricorrere a banche e fondazioni, c’è chi pensa di esternalizzare i servizi cimiteriali, come l’assessorato ai servizi Civici o le residenze per anziani del comune e alle scuole civiche, come l’assessore ai servizi sociali. Ma si potrebbe pensare anche di aumentare dei servizi: l’acqua milanese, infatti, è tra le migliori per qualità e per prezzo. la meno cara d’Europa. Così come i musei e le civiche raccolte, quasi gratuite, che potrebbero vedere aumentato il biglietto di ingresso.