Il governo taglia i fondi al Coni «A rischio la missione olimpica»

Petrucci: «Il ministro Padoa-Schioppa mi aveva dato garanzie. Mai successo l’anno prima dei Giochi»

da Roma

Il tabellone elettronico posto al piano terra del palazzo del Coni continua a scandire il countdown verso Pechino. E a meno di un anno dai Giochi, arriva il grido d’allarme del presidente Gianni Petrucci: ci sono dodici milioni di euro in meno nelle casse e questo rischia di mandare all’aria la preparazione preolimpica. Tutta colpa di un taglio parziale sui 450 milioni già destinati allo sport dalla Finanziaria 2007. «Nel 2005 ci fu garantito quest’impegno economico - sottolinea Petrucci - la realtà è che quella tranche di 12 milioni non c’è arrivata e le notizie al riguardo non sembrano confortanti».
Il finanziamento era previsto in quattro rate (una ogni tre mesi) da 112,5 milioni. E a inizio anno era stata accantonata la cifra di 56 milioni, poi sbloccati (vedi sopra la lettera del ministero dell’Economia inviata al Coni) il 4 maggio scorso e che prometteva quella somma divisa in due tranche da 28 tra il secondo e il terzo trimestre. Morale della favola: il Coni ha ricevuto nei primi tre mesi dell’anno 98,3 milioni, mentre a giugno ne ha avuti altri 98,3 ai quali sono stati aggiunti solo 16,3 dei 28 previsti. Mancano quindi dodici milioni che in questi giorni il ministero ha stranamente dichiarato indisponibili e che ora pesano sui conti del Comitato olimpico proprio nell’anno in cui le discipline stanno cercando di staccare il pass per i Giochi. Tutto regolare, invece, per il terzo trimestre, così come dovrebbe essere erogata entro il 20 dicembre l’ultima tranche.
«Il ministro Padoa Schioppa mi aveva dato garanzie di persona nel novembre del 2006 - ha aggiunto Petrucci, che ha rivolto comunque un appello sereno al governo -. I risultati sportivi continuano ad arrivare e noi non possiamo avere tagli: se i 450 milioni sono stati promessi, devono essere mantenuti. È la prima volta che nell’anno preolimpico ci troviamo ad avere contributi tagliati. Per di più, quei soldi erano già stati messi nel bilancio dell’Ente e in quello delle federazioni a cui parte dei contributi sono destinati proprio in vista di Pechino. So che nel nostro Paese ci sono cose più importanti, noi ci siamo messi in fila sapendo che lo sport è una cosa socialmente utile. Mi auguro che quanto prima ci siano le risposte, altrimenti non potremo fornire i contributi alle federazioni».
Ieri al Quirinale, in occasione della cerimonia di apertura dell’anno scolastico, Petrucci e il ministro Melandri hanno parlato della questione. L’uscita del presidente del Coni ha spiazzato i rappresentanti del governo, primo fra tutti il sottosegretario allo sport Lolli che ha cercato di ribattere, ricordando gli ulteriori 18 milioni promessi a maggio a sostegno della preparazione olimpica (ma ancora mai visti dal Coni).
«Chiederò al ministro dell’Economia Padoa Schioppa di onorare gli impegni contratti con il movimento sportivo italiano come ho sempre fatto», la promessa della Melandri - il cui ministero è a rischio eliminazione dopo l’approvazione della Finanziaria - che ha spiegato che non si è trattato di un taglio, ma piuttosto «di un’erogazione rinviata per ragioni di bilancio che ha riguardato altri enti pubblici».
«Le nostre preoccupazioni erano fondate - ha dichiarato il deputato dell’Udc Luciano Ciocchetti -. È sempre più urgente dotare l’Ente di un’autonomia finanziaria, fornirlo di mezzi finanziari stabili e certi in maniera da svincolarlo dal rituale annuale dell’erogazione di fondi con la Finanziaria». «Condividiamo in pieno l’allarme del presidente Petrucci - gli fa eco il portavoce di An, Ronchi - ancora una volta viene dimostrata l’insensibilità del governo Prodi che, a parole, dice di voler sostenere lo sport italiano, ma di fatto lo priva dei mezzi finanziari necessari per renderlo competitivo». Petrucci, in attesa di sviluppi, informerà oggi a Verona i comitati regionali e provinciali del Nord Italia e investirà del problema la giunta Coni della prossima settimana.