Il governo toglie l’auto blu ai funzionari: «Prendete il tram»

RomaSarà la volta buona? Il governo Monti annuncia maggiori tagli alle auto blu, che porteranno a «significativi risparmi di spesa». Sulle quasi 72mila vetture complessive ci dovrebbe essere un calo di 3.500 auto. Il Consiglio dei ministri non è ancora finito e già una nota di Palazzo Chigi informa che un decreto del Presidente del Consiglio, proposto dal ministro per la Pubblica amministrazione Filippo Patroni Griffi, è stato trasmesso al Tar per correggere le precedenti norme di agosto, come imposto a novembre dall’ordinanza del tribunale amministrativo. Dal giro di vite sulle vetture di rappresentanza e di servizio venivano esclusi gli organi costituzionali, le Regioni e gli enti locali, oltre alle amministrazioni che utilizzano non più di un’auto di servizio. Ora viene modificato il decreto del governo Berlusconi, eliminando un escamotage dalle pesanti conseguenze: i dipendenti pubblici, manager compresi, dovranno utilizzare i mezzi pubblici se consentono un risparmio, senza valutare se l’auto blu è più efficace. Cancellata anche la norma che prevedeva per le amministrazioni il termine di 30 giorni per comunicare alla Funzione pubblica l’acquisto o la presa in possesso di autovetture. Le uniche auto blu escluse rimangono quelle di capo dello Stato, presidenti delle Camere, premier e presidente della Consulta, oltre alle auto blindate dei servizi di pubblica sicurezza. Applaude fragorosamente Antonio Di Pietro, assicurando il suo sostegno: «Mi auguro che Monti vada avanti spedito. E che non si trovino troppe eccezioni alla regola». Al Pdl l’iniziativa piace e l’ex ministro Renato Brunetta rivendica la paternità della battaglia. «Il provvedimento prosegue sulla strada tracciata dal governo Berlusconi».
Il nuovo monitoraggio sulle auto blu sarà pronto il 20 gennaio, ma su 8.145 amministrazioni finora solo 5.600 hanno inviato le informazioni richieste, malgrado siano previste sanzioni. Risultano censite 50mila vetture, ma i dati 2011, riferiti all’anno prima, parlano di 71.662, con un calo del 5 per cento sul 2010. Sempre un numero enorme, per il quale lavorano 35 mila persone (13.667 sono autisti). La spesa, solo per il personale, è di 1,2 miliardi di euro, più i 406 milioni per la gestione, in calo del 2 per cento, che con ammortamenti e logistica arrivano a 650 milioni di euro.
Carlo Flamment, presidente dell’istituto Formez che cura il censimento per la Funzione pubblica, spiega che i tagli dovrebbero concentrarsi sulle 1.940 cosiddette auto «blu blu» di alte cariche dello Stato e magistrature e sulle 10.008 auto «blu» degli alti dirigenti, più che sulle auto «grigie» dei servizi operativi. Per le prime due categorie il calo dovrebbe essere tra il 10 e il 20 per cento, cioè oltre 2mila vetture in meno.