UN GOVERNO PER TUTTI I LIGURI

(...) non fatte». I più duri, in particolare, saranno quelli che - quando hanno avuto responsabilità di governo nei settori che oggi contestano - non hanno fatto assolutamente nulla.
Non dico e non scrivo questo perchè mi identifico nell’Italia di Berlusconi e non in quella di Prodi. Sarebbe già un buon argomento, certo. Ma provo ad andare oltre: a dirlo sulla base di considerazioni che vogliono essere il più possibile oggettive e il meno possibile politicamente orientate. Genova in particolare e molte zone della Liguria sono rinate negli ultimi anni grazie agli interventi statali e governativi senza i quali, forse, non saremmo nemmeno qui a raccontare la speranza di un futuro per questa città e per questa regione. E non è finita, perchè sono previsti altri interventi. Primo fra tutti, ovviamente, il Terzo Valico: vi risparmio la descrizione dei benefici che ne deriverebbero, visto che i lettori del Giornale di Genova e della Liguria li conoscono già a memoria.
Il documento fortissimamente voluto dal ministro Claudio Scajola sulla Valbormida e firmato sabato pomeriggio è un’assicurazione sulla vita di quella zona che rischiava di morire. Il contratto di programma che si firma oggi recuperando i soldi risparmiati sugli interessi sui mutui per le Colombiane è un altro pezzo di vita della città. Dalla copertura del Bisagno al Carlo Felice, passando per le ville e le chiese restaurate che faranno più bella Genova, molto dipende da questo contratto. Gigi Grillo ha seguito passo passo, quasi coccolandoseli, questi soldi. E del risultato ottenuto oggi (e giustamente) ne godrà anche il Comune guidato da Beppe Pericu. Non si chiama fare inciuci. Si chiama anteporre il generale al particulare.
Così come è un’idea strategica e non tattica, nell’interesse di tutti e non di pochi, l’intuizione di Claudio Scajola di ripartire dal nucleare. Un nucleare «pulito» ovviamente, ma che è l’unico modo serio di affrontare il problema dell’energia in Italia. Il ministro delle Attività Produttive, da vero uomo di governo innamorato della risoluzione dei problemi e non delle idee astratte, ha già fatto sondare i maggiori esperti di ambiente proprio per armonizzare le esigenze dello sviluppo con quelle della sicurezza e della vivibilità. E ha scelto Genova, con la rinascita di Ansaldo Nucleare, come punto di partenza di questa nuova politica.
Una scelta che, per la nostra città, può significare il futuro. Alla faccia di chi non riconosce quello che Berlusconi e il suo governo hanno fatto per Genova e per la Liguria.
Ecco, se solo riuscissimo a far sapere questo a tutti, anche a quelli che contestano Berlusconi, forse non contesterebbero più. Altrimenti, forse si meritano davvero Prodi.