Il governo vara il decreto anti-crisi Berlusconi: "Nessuna banca fallirà"

varato il decreto con misure d’urgenza a tutela di banche e risparmio. Il premier: "Il sistema ha liquidità sufficiente. Metto il timbro: nessun risprmiatore perderà un euro". Tremonti: "Lo Stato nel capitale della banche solo se necessario. Il dl non prevede plafond, si va caso per caso". Draghi: "Provvedimento prudenziale, da non usare"

Roma - Il Consiglio dei ministri ha dato via libera al decreto legge contenente provvedimenti per la stabilità delle banche e del risparmio. Nel corso della riunione è stata espressa la convinzione che allo stato però non c'é pericolo di crisi per le banche italiane e che l'obiettivo è comunque quello di proteggere e rassicurare i cittadini. Il provvedimento non costituisce un vero e proprio fondo delineato nelle dimensioni e nelle quantità, ma una procedura che consenta di intervenire caso per caso". Banche eventualmente sottocapitalizzate potranno chiedere l'intervento del Tesoro oppure sarà Bankitalia a prendere l'iniziativa. Solo in questi casi si attiverà la procedura di sostegno con una ricapitalizzazione da parte di via XX Settembre che sarà temporanea e neutrale (senza diritto di voto). Il decreto aggiunge inoltre alla garanzia per i risparmiatori già rappresentata dal fondo di tutela interbancario, anche "la garanzia pubblica".

Berlusconi: "Nessuna banca fallirà" "Sono qui a confermare agli italiani ciò che già avevo detto a Napoli: il sistema bancario italiano é patrimonializzato a sufficienza, liquido a sufficienza, non ha problemi di ricapitalizzazione, ha anzi liquidà abbastanza". Lo ha detto il premier, Silvio Berlusconi, al termine del Consiglio dei ministri straordinario sulla crisi finanziaria, parlando del decreto legge appena approvato. "Nessuna banca italiana fallirà - ha proseguito Berlusconi - nessun risparmiatore italiano quindi rischia".

"Meglio la banca del materasso" "Vorrei dire a tutti gli italiani di stare sereni, il sistema italiano è assistito dalle più forti garanzie che sono mutualistiche da parte delle banche, ma a questa garanzia si aggiunge anche la garanzia del Tesoro, la garanzia dello Stato. Quindi non c'é nessuna preoccupazione da avere". Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi al termine del Consiglio dei Ministri straordinario sulla crisi mutui. "Non si devono neppure porre le domande 'ma devo andare in banca a ritirare il mio libretto di deposito'? - ha proseguito Berlusconi - perché non credo che il materasso possa essere una cassaforte migliore di quella del sistema bancario italiano. Lo diciamo con totale serenità e assoluta convinzione".

"Non siamo nella situazione degli altri Paesi" Il premier rassicura ancora gli italiani: "Noi non siamo nella situazione degli altri paesi. La crisi si è sviluppata negli Stati Uniti e soprattutto nei paesi nord europei. L'intervento di nazionalizzazione seguito dalla Gran Bretagna, ma anche dalla Francia e dal Belgio, è molto diverso dal nostro".

"Il mercato rivaluterà le nostre aziende" Sono certo che il mercato presto tornerà a valutare le nostre aziende secondo la loro capacità reddituale", dice Berlusconi, che parla della crisi sui mercati finanziari italiani come di una "una bolla speculativa al contrario". "Diversamente dagli altri paesi - conclude - società che valgono 100 vengono stimate meno di 100, ma si tratta di società che non hanno nessuna riduzione di utili".

"Napolitano emenerà il decreto" Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano "emanerà" il decreto legge sulla stabilità del sistema creditizio varato stasera dal consiglio dei ministri. Ne é convinto il premier Silvio Berlusconi che spiega: "Il ministro del Tesoro, Giulio Tremonti, ha illustrato approfonditamente l'intero decreto" al capo dello Stato.

Banche e imprese "Non vorremmo che questa situazione si trasformasse in banche che diventano eccessivamente prudenti e che facciano mancare ossigeno alle imprese".

"Nessun risparmiatore italiano perderà un euro" "Questo è un timbro notarile su una cosa che era già certa". Berlusconi non ha dubbi, e sottolinea che l'intervento del governo con l'adozione del decreto anti-crisi conferma la sua dichiarazione di mercoledì scorso, quando appunto aveva sottolineato che i risparmiatori italiani non perderanno un euro per effetto della crisi dei mercati internazionali.

Draghi: "Sistema bancario solido" "Il decreto - spiega il governatore di bankitalia, Mario Drgahi - serve a mettere da parte le armi che speriamo di non dover usare. E' per prudenza che si fa, non per doverlo usare per forza". Draghi poi spiega che "il sistema bancario italiano è solido, ma gli effetti della crisi stanno arrivando anche da noi", per questo è opportuno indicare strumenti da usare in caso di necessità.

Tremonti: "Depositi già garantiti" "Il nostro sistema bancario italiano é "sufficientemente patrimonializzato" e "sufficientemente liquido", ha spiegato il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti. Il sistema bancario italiano "garantisce sui depositi i risparmiatori nel modo più efficiente in Europa". Tremonti ha ricordato l'intervento europeo per alzare le soglie di garanzia ma - ha aggiunto - "sono state alzate le soglie che comunque sono ancora sotto la soglia italiana".

"Stato nelle banche? Solo se servirà" Il governo "non ha interesse a entrare nel capitale delle banche, ma se la Banca d'Italia o le banche stesse registreranno una capitalizzazione insufficiente, quel capitale lo metterà lo Stato". L'ingresso dello stato - ha detto ancora - sarà "sterile ai fini del potere", senza diritto di voto. L'apporto di capitale - ha detto ancora Tremonti - sarà "tempestivo e neutrale".

"Le Poste non falliranno mai" "I governi passano, le poste restano": il ministro dell'Economia spiega che per questo le misure a garanzia non riguardano i deposito postali. "Garantiamo le cose che possono fallire. E le poste non falliranno mai".

Nessun plafond predeterminato Spiega ancora Tremonti: "Il dl non prevede alcun plafond, si va caso per caso: 20-30 miliardi? non c'è soglia quantitativa di alcun tipo". Quindi "man mano si rifinanzia, e si copre caso per caso. Non esistono soglie. Quando serve si interviene".

Misure pubbliche per favorire il rafforzamento patrimoniale delle banche. Questo, secondo quanto si apprende, è uno dei punti adel  decreto che il ministro dell’economia Giulio Tremonti ha portato al vaglio del Consiglio dei ministri. L’importanza del provvedimento ha indotto il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, a rientrare oggi a Roma cambiando il programma che lo vedeva già in serata a Washington in vista degli incontri annuali del Fondo monetario internazionale.

Il decreto di Tremonti ricalca l’intervento deciso alla vigilia dall’Ecofin per una ricapitalizzazione delle banche con un sostegno pubblico. Misura già attuata in mattinata dal governo britannico e "condivisa" in una nota dallo stesso ministro Tremonti. In sostanza le banche con un ratio patrimoniale "tier1" inferiore al 6% dovrebbero provvedere a rafforzare al più presto la dotazione di capitale per alzare il coefficiente patrimoniale sopra questo livello. Uno dei modi per farlo è un aumento di capitale. Già da tempo il governatore della Banca d’Italia ha richiamato le grandi banche sulla necessità di rafforzare i presidi patrimoniali. "Con le nuove regole di Basilea2 - aveva detto Draghi a luglio davanti alla platea dell’assemblea dell’Abi - la robustezza del patrimonio assume un ruolo ancora più rilevante".