Gp Francia, doppietta Ferrari Massa sulla scia di Senna

Dopo Ayrton Senna è il primo brasiliano leader del mondiale. Ammette: &quot;Sono stato fortunato, senza il problema alla marmitta avuto da Raikkonen non lo avrei mai preso. Era troppo veloce&quot;. <strong><a href="/a.pic1?ID=271110">Kimi: &quot;Sono deluso ma in fondo è ancora andata bene&quot;</a></strong>

Bernardo Guidi

Magny Cours - La Ferrari con il buco, anzi con due (come si spiegherà più avanti) scava una voragine davanti ai rivali. La terza doppietta stagionale, Massa-Raikkonen, lancia il pilota di San Paolo in testa al Mondiale, per la prima volta un brasiliano dai tempi di Ayrton Senna, e la Scuderia allunga il passo fra i Costruttori staccando nettamente Bmw e McLaren. Una gara intensa, piena di incognite anche a causa della pioggia incombente, culminata con tanta Italia sul podio, con il trionfo della scuderia di Maranello e l’indomito Jarno Trulli sul terzo gradino del podio, dopo autentiche sportellate finali con Kovalainen e la sua McLaren che cercava disperatamente di superarlo. Sotterrati il pur bravissimo Kubica, relegato in quinta posizione e Lewis Hamilton, comportatosi ancora una volta da mammalucco, con un taglio di chicane nel primo giro che gli è costato una penalizzazione rendendo inutile ogni suo tentativo di entrare in zona punti partendo dalla tredicesima posizione dello schieramento.

La vittoria di Massa che gli garantisce la leadership, in classifica, tanto attesa è stata propiziata da un problema verificatosi sulla F2008 del compagno di squadra finlandese. In testa sin dalla partenza, capace di mettere sino a 6-7 secondi tra sé e Felipe, Raikkonen ha dovuto rallentare a partire dal 33° giro, quando la sua Ferrari ha cominciato a brontolare in maniera strana. Un rombo sordo provocato dal progressivo cedimento dello scarico della bancata di destra del motore che ha fatto temere anche un ritiro inopinato del finlandese. Kimi però ha stretto i denti e, superato dal compagno di squadra al 39°, ha portato a termine la gara al secondo posto, grazie anche al vantaggio già accumulato.

Massinha, come lo chiamano i connazionali, è stato molto onesto. «Sono ovviamente molto felice del successo, del risultato esaltante mio e della squadra - ha detto Felipe -. Ma devo ammettere che senza il problema che ha rallentato Kimi non lo avrei mai raggiunto. Era velocissimo. La corsa non è stata difficile, perchè la Ferrari era troppo forte. L’unico problema effettivo, dopo la partenza, era quello di sapere se sarebbe arrivata o meno la pioggia. In effetti per fortuna c’è stata qualche goccia soltanto nel finale. La pista era un po’ più scivolosa, ma sono riuscito a controllare bene tutto. Non abbiamo cambiato la strategia, tutto è stato perfetto. Al termine, se fosse stato necessario, avrei potuto anche forzare. Non ho preso rischi».

Il fatto di essere in testa al campionato e forse anche di trovarsi davanti a Raikkonen nei punteggi, per il momento sembra lasciare Felipe quasi indifferente, almeno a parole. «Non siamo ancora a metà stagione - ha spiegato - mancano ancora molte gare. Vivrò alla giornata, cercando di fare sempre tanti punti. E non paragonatemi a Senna o a Nelson Piquet. Io sinora ho fatto soltanto piccole cose».
Le fa grandi la McLaren che ha preso 30 secondi di distacco con Kovalainen e quasi un minuto con Hamilton. L’inglese è apparso furioso. E quando alcuni giornalisti italiani hanno cercato di parlargli mettendogli un microfono davanti la bocca, ha urlato: «Non provateci neppure». Bravissimo al volante, ma qualche volta dovrebbe anche usare il cervello.