Grabbi & C, uomini buoni per una sola stagione

Toh, chi si rivede! Grabbi, Pedro López, Sussi. Due hanno lasciato Pegli da qualche settimana, uno da qualche tempo in più. Ma, a parte l'attuale comune militanza nell'Arezzo di Maurizio Sarri, c'è dell'altro ad avvicinarli: le esperienze al Genoa di questo terzetto di neo-amaranto hanno tutte avuto vita breve, al massimo, una sola stagione.
Capitò - per primo - al fiorentino Andrea Sussi, in rossoblù nel travagliato campionato di Serie B 2000-01. Acquistato dalla Salernitana via Perugia, classe '73, il laterale sinistro non convinse - come il resto della squadra - in un'annata da record, che vide transitare sulla panchina del Grifone dallacostiano ben cinque mister. Si partì con Bruno Bolchi, esonerato ad ottobre per lasciar spazio alla coppia Carboni-Magni; poi, a febbraio, fu la volta dell'effimero ritorno del «Maciste» milanese, nuovamente silurato due settimane dopo e sostituito, infine, dal duo Scoglio-Onofri, che traghettò il Genoa al dodicesimo posto conclusivo. Il toscano esterno mancino riuscì a collezionare 16 presenze per poi essere accantonato nel prosieguo dell'annata ed essere ceduto al Brescia di Mazzone il settembre successivo.
Poco più di una stagione e via anche per Corrado «Ciccio» Grabbi, giunto a rimpinguare la rosa del Vecchio Balordo di Vavassori appena relegato in C dalla giustizia sportiva. L'attaccante torinese ex Blackburn Rovers ne veniva da una sfortunata parentesi all'Ancona e da una rarissima patologia - il morbo di Leveraus - alle piante dei piedi che lo aveva costretto a ripetuti interventi chirurgici e settimane di fisioterapie. Ciccio ci impiegò parecchio per recuperare una forma fisica perlomeno accettabile, ma - seppur non al top - grazie a 9 centri in 25 apparizioni, risultò decisivo per la conquista della Serie B. La speranza di restare nel Genoa targato Gasperini si rivelò illusione: due mesi fa l'ex enfant prodige del vivaio juventino fu dirottato all'Arezzo, inserito nella trattativa che portò Galeoto al Genoa.
In quell'operazione di mercato rientrò pure Pedro Jesus de Tuleda López, spagnolo del 1983 più noto come Pedro López. Il giovane difensore di Cartagena, reduce da un anno all'Arezzo, sbarcò nell'ultimo ritiro di Acqui Terme per un periodo di prova in compagnia del connazionale Antonio Ayala. Quest'ultimo fu scartato, Pedro restò. Restò per disputare 4 misere presenze in campionato - contro Vicenza, Albinoleffe (l'unica da titolare), Treviso e Pescara - più altrettante in Coppa Italia e tornare in quell'Arezzo da cui era arrivato.