Grabbi: «La squadra è rock, io no»

Giovanni Porcella

Torna il campionato di serie C e il Genoa potrebbe presentarsi a Marassi con una novità: il marchio Genoa 1893 sulle maglie. Lo sponsor non c’è e così il presidente Enrico Preziosi ha deciso di promuove ancora di più il nome del Genoa. Intanto la quadra si prepara per la partita col Giulianova. Capitan Giovanni Tedesco stringe i denti, ma il suo recupero appare difficile e così il centrocampo rossoblù già privo di Rimoldi e Coppola ha i numeri contati. Pronto il giovane Botta, mentre oggi potrebbe essere invece un giorno importante per Nicola Caccia. L’attaccante parlerà alla stampa prima dell’allenamento e poi valuterà le sue condizioni. Se anche questa seduta Caccia non avrà problemi, potrebbe rientrare dopo oltre due mesi di stop. E, sempre sul fronte offensivo, chi promette un apporto determinate è l’ormai ex «mister 23 miliardi», tanto era l'ammontare della sua valutazione, era partito per dispensare colpi di classe in Inghilterra. Già Ciccio Grabbi ha da verro una storia da raccontare, una carriera infarcita di sofferenze: «Ho imparato tante cose, soprattutto che nella vita bisogna sempre lottare. Io lo sto facendo per vincere una scommessa con me stesso e tornare il calciatore che ero prima. Un bel pezzo me lo sono messo alle spalle, ma ho ancora della strada da fare e va percorsa con il lavoro e il sacrificio. Le cose stanno andando avanti piuttosto bene, ma in due mesi non posso pretendere di cancellare due anni. A Salerno mi ero piaciuto, con la Pro Patria così così, con la Pro Sesto invece no» Grabbi analizza queste settimane in rossoblù con onestà: «Sono disposto a prendere fischi, insulti e tutto il resto, pur di arrivare un giorno a dire che quella scommessa l'ho vinta. Per dirla alla Celentano, io non sono rock. Non ancora, ma la squadra quella sì. Questo è un gruppo eccezionale».
Poi, una curiosità: il derby con lo Spezia, per esigenze televisive, potrebbe essere spostato al pomeriggio.