Grael: «La virata anticipata? Un errore causato dal vento»

Torben si assume le responsabilità della manovra che ha dato via libera ai kiwi

da Valencia

Sotto accusa è il tattico Torben Grael per quella virata anticipata che ha consentito ai neozelandesi il sorpasso. E lui risponde con serafica calma alle domande più spinose.
Torben, cosa si può fare per ribaltare la situazione?
«Non credo che l’equipaggio abbia a che vedere con quello che è successo finora. Siamo uniti. Le regate le vince chi sbaglia meno, ma non abbiamo fatto grossi errori finora. La barca può essere cambiata un poco in relazione alle condizioni meteo. Finora abbiamo avuto la miglior soluzione per la barca per le condizioni che avevamo e aspettiamo di vedere quelle per la quinta regata».
Come mai nella prima bolina al secondo incrocio ha preferito virare sottovento e non incrociare?
«Quando abbiamo incrociato la prima volta volevo proseguire verso sinistra ma proprio mentre li passavamo il vento ha girato a sinistra e ho deciso di virargli sopra in copertura. Nel secondo incrocio la situazione era un po’ più complessa. Loro sono arrivati in “falsa prua” e quando abbiamo virato hanno orzato e sfruttato il salto a sinistra. Io ho virato sotto per non uscire di fase aspettando che il vento girasse di nuovo a destra, ma è successo troppo tardi. Posso considerarlo un errore».
La loro barca è più veloce?
«Loro hanno una bella barca, la stanno usando molto bene. Bisogna ammettere che hanno un piccolo vantaggio con il vento debole e una barca molto maneggevole».
Finora ti sei sentito libero di prendere le decisioni che volevi?
«Sì, questo sì... Purtroppo le cose non sono andate molto dalla nostra parte... Succede. Qui giochiamo con il vento e con il mare. Questo è un posto difficile, oltre a oscillare il vento salta anche all’improvviso e molte volte non riesci a vedere sull’acqua cosa succede più in alto, all’altezza delle vele. Nelle regate di flotta non corri mai sull’avversario. Non lo ammazzi mai. Qui hai solo lui da battere».
Nella semifinale James sembrava più aggressivo, le sue partenze erano risolutive.
«Nella semifinale molte volte siamo partiti con un bel distacco e Bmw Oracle ha patito molto l’aggressività di James. Anche Team New Zealand è partito dietro come Bmw Oracle ma purtroppo hanno sempre approfittato di qualche opportunità, hanno ricevuto aiuti dal vento, piccoli salti. Ma loro non hanno mai accettato il gioco ravvicinato, ci hanno tenuti a distanza, hanno cercato di restar liberi. È un po’ la conseguenza delle caratteristiche della loro barca che manovra meglio di tutta la flotta. La nostra barca ha migliori prestazioni con più vento. Anche per questo evitiamo molti duelli di virate».
Ma tutto questo lavoro con il team meteo, le chiamate a destra, a sinistra, non sarebbe meglio smettere?
«Sì, io preferirei restare solo. Non sapere nulla. Anche in campo olimpico ho suggerito che l’aiuto esterno sia proibito. Ma se lo hanno gli altri lo devi avere anche tu».