Graffitari, 400mila euro per ripulire le piscine della città

È il sindaco, dopo un tuffo nella Procida, a chiedere di intervenire. E l’Amsa presenta il preventivo

Claudio De Carli

Questa volta è tutto solo molto casuale. Un’estate che sta andando a gonfie vele per le piscine milanesi, all’improvviso si rannuvola e si macchia di un nero che è difficile descrivere. Prendiamone una a caso, per esempio la Procida, vasca coperta, 4,13 per cento in più di ingressi rispetto al 2004, 13.710 bagnanti dall’inizio della stagione, uno dei quali è il sindaco.
Dunque succede che il primo cittadino si rechi alla Procida probabilmente per un sano tuffo nelle acque dell’impianto gestito da MilanoSport e ne esca scuro, ma non è l’effetto dell’abbronzatura di poche ore, bensì del suo umore: «Non è possibile, tutti quei muri imbrattati dai writers... qui bisogna pulire le facciate!». Un appunto più che legittimo. Così, in fretta e furia, viene chiesto a MilanoSport di darsi una mossa, un modo un po’ gergale per invitarla a ripulire l’impianto dai graffiti fuorilegge. MilanoSport, come da prassi, chiede all’Amsa un preventivo convinta di cavarsela con poco. Amsa, rapida, fa sapere il costo: fanno 400mila euro e la facciata torna nuova, mettiamo in moto la macchina?
A MilanoSport gli prende un coccolone, 400mila euro per ripulire i muri della Procida? Si spende meno ad abbatterla e ricostruirne un’altra. Ma il preventivo non è solo per la Procida, ci sono almeno un’altra decina di impianti in queste condizioni. Il fatto è che per una cifra simile bisogna aprire una gara pubblica con tanto di comunicato sui quotidiani. Amsa rifà i conti e arriva a 200mila euro, combinazione una cifra che consente al direttore generale di MilanoSport di poter decidere in autonomia. Insomma al sindaco non gli riesce mai di farsi una nuotata in santa pace.