Graffiti e vandalismi costano a Milano 14 milioni l’anno

Raschiare graffiti da tram e bus costa due milioni di euro. Un milione e mezzo di euro è la spesa, sempre di Atm, per atti vandalici: dal taglio dei sedili al furto di maniglie e lampadine. Sei milioni e ottocentomila euro è il bilancio di Amsa anti-writers, mentre due milioni e mezzo di euro è il costo di Palazzo Marino per risanare il verde pubblico. Elenco della spesa che si completa con un milione e mezzo di euro messi in conto da Filippo Penati, presidente della Provincia, per riparare i danni della furia distruttiva che s’abbatte sulle scuole.
L’addizione totale fa, cents più cents meno, qualcosa come quattordici milioni e trecentomila euro. E, attenzione, la cifra è in netto aumento: «L’assalto quotidiano ai mezzi pubblici incide pesantemente sui bilanci dell’azienda» chiosano da Atm. Così, Milano grazie alle gesta dell’esercito di vandali - writers inclusi - riconquista, anno dopo anno, la «medaglia d’oro» dello sfregio cittadino rispetto agli altri capoluoghi italiani.
Record della vergogna che si concretizza, dicono da Palazzo Marino, in ottomila segnalazioni all’anno o, per gli amanti della statistica, ventidue al giorno. Annotazioni di danni che riguardano (imbrattamenti compresi) la distruzione di panchine, prati, aree gioco per i bambini, recinzioni e fontane. Violenze gratuite, ricordiamo, che al Comune costano solo per risanare il verde pubblico due milioni e mezzo di euro.
«Accanimento costante di chi distrugge senza rendersi conto di fare un danno soprattutto a se stesso» nota l’assessore Maurizio Cadeo. Virgolettato sottoscritto da Carlo Petra, neo amministratore delegato dell’azienda municipalizzata servizi ambientali, che aggiunge «la necessità di una fidejussione anti-vandalismi degli organizzatori di manifestazioni ludiche o politiche». Ma c’è anche un’altra necessità, rimarca l’ad di Amsa: «Abbiamo ripulito 350mila metri quadrati di stabili di proprietà di Palazzo Marino oltreché rimesso a nuovo gratuitamente condomini, il tasso di “risporcamento” è pari allo 0,48 per cento. Un successo. All’appello mancano però le grandi società immobiliari, le assicurazioni che dovrebbero mostrare più interesse a questo tipo di interventi. Lasciare graffiti sui muri è brutto segno, non aiuta a tenere pulita la città».