Graffiti, entro gennaio Amsa pulirà tutti i muri di Milano

Entro gennaio tutti i muri dei palazzi milanesi saranno puliti. Basta graffiti e scarabocchi spray. Parola di Amsa, l’azienda che da anni combatte contro i writers. Non solo. Oltre all’impegno a cancellare tutte le tag a bomboletta, c’è anche una promessa: i muri saranno mantenuti puliti per tutto l’anno. Impresa non semplice, visto il lavoro a tempo pieno dei graffitari. «Ma ce la faremo» garantisce il presidente Sergio Galimberti, che sfodera un piano da 34 milioni. Ai 27 milioni messi in campo in questi mesi, se ne aggiungeranno infatti altri sette. Il piano riguarda circa 30mila edifici privati «imbrattabili» ed è finanziato per il 60 per cento da risorse di Amsa e per il restante 40 per cento dalla fondazione Cariplo. Restano esclusi dall’intervento di pulizia gli stabili di proprietà delle fondazioni e quelli dell’Aler.
«Abbiamo già ripulito 27mila palazzi e tutto il centro storico - spiega Galimberti - anche se, con le manifestazioni dei giorni scorsi, molte vie sono state nuovamente sporcate. È assurdo, utilizziamo cifre enormi per pulire i muri imbrattati da quattro delinquenti». Da qui l’ipotesi, sempre più probabile, di dare il permesso di manifestare solo a chi si assume la responsabilità dei danni provocati dai cortei. Tramite fideiussione.
Altro passo fondamentale per dare una sferzata definitiva ai graffitari è la collaborazione della gente: «Bisogna responsabilizzare i cittadini e i commercianti - sostiene l’assessore all’Ambiente Paolo Massari - perché puliscano le proprie serrande e i propri muri. In fondo per farlo non servono grossi sforzi». Amsa è disposta a collaborare e a fornire materiali, vernici e formazione a tutti quelli che si vogliono ripulire l’ingresso di casa.
Qualcuno ha seguito il consiglio del Comune. Si tratta, per ora, di un caso isolato, una goccia nel mare. Ma è pur sempre un inizio. I cittadini di viale Abruzzi si sono organizzati da sé, tutti volontari. Hanno comprato le vernici con i propri soldi e si sono messi a fare grandi pulizie, eliminando, dal civico 1 al civico 38, gli scarabocchi accumulati in anni di atti vandalici. «Ci siamo resi conto - racconta l’ideatrice del progetto, Fabiola Minoletti - che più tempestiva è la rimozione della firma, più il graffitaro è demotivato nell’agire nuovamente».
I cittadini si sono anche organizzati per monitorare il fenomeno dei graffiti e si sono accorti che i picchi maggiori di scarabocchi sono stati raggiunti a marzo e a giugno, a causa del passaggio dei writers seriali. Ormai conoscono i graffitari per nome e conoscono le loro abitudini: «A Dps piaccio soprattutto le tapparelle - spiega la Minoletti -. Gp invece ama i palazzi chiari. In generale, le strutture più colpite, sono le centraline elettriche e quelle meno scarabocchiate le fioriere».
Il vicesindaco Riccardo De Corato lancia un appello: «Se tutti i comitati attivi in città per le più svariate ragioni facessero come i cittadini di viale Abruzzi, sarebbe una grande conquista».