«Graffiti, ripuliremo 10 palazzi al giorno»

No invece agli spazi «liberi»: «È provato, sono inutili»

Sabrina Cottone

Pulire la città. È questa la «missione» che Letizia Moratti mette come priorità per i primi cento giorni da sindaco: «La pulizia è il primo biglietto da visita della Milano di domani. I milanesi considerano le strade e le piazze della città come la loro casa e la casa deve essere pulita». E la candidata della Cdl scende in dettagli ben più concreti davanti ai dipendenti dell’Amsa riuniti ad ascoltarla nella sede di via Olgettina: «Nei primi cento giorni di governo puliremo mille palazzi di Milano». Gli interventi saranno gratuiti e per essere tra i fortunati bisognerà comportarsi come nei telequiz e cioè telefonare il più in fretta possibile, perché la pulizia gratis dei muri sarà effettuata ai primi mille palazzi che faranno arrivare la propria richiesta all’apposito numero verde. Il progetto fa parte di una guerra agli scarabocchi che il ministro intende dichiarare e che prevede anche la nascita di un nucleo anti-graffiti dei vigili urbani.
L’impegno dei mille palazzi in cento giorni è stato preso dalla Moratti con i vertici dell’ex municipalizzata che ha in gestione la pulizia dai rifiuti: saranno dieci le squadre che si attiveranno per eliminare graffiti, scritte, disegni e scarabocchi: «Ho già concordato con l’Amsa la destinazione di almeno 1 milione di euro di utili dell’esercizio 2006 alla pulizia di circa 200mila metri quadrati di superficie deturpata dai vandali». I primi interventi gratis, secondo la Moratti, serviranno da esempio per gli altri: «Si innescherà un circolo virtuoso per i proprietari degli edifici che potranno stipulare convenzione quinquennale a prezzi ridotti con l’Amsa».
Nel piano antigraffiti della Moratti è prevista anche la cooperazione con Provincia, Regione, Stato, assicurazioni, imprese immobiliari e le ex municipalizzate quali Atm, Aem, Mm, ciascuna per le superfici e i settori di propria competenza. Inoltre, assicura la candidata, il Comune si impegna a istituire un nucleo antigraffiti della polizia urbana con compiti di indagine e vigilanza, a spingere sul Parlamento per nuove leggi contro i graffitari (inasprimento delle sanzioni, deposito cauzionale di risarcimento danni per chi organizza manifestazioni), corsi di educazione civica al decoro urbano nelle scuole, raccolte straordinarie di fondi per ripulire la città, campagne di sensibilizzazione dei cittadini, piani pluriennali di ripulitura degli edifici di proprietà di palazzo Marino.
La tolleranza zero contro i graffiti è in piena sintonia con la politica seguita dalla giunta Albertini, che aveva destinato 1 milione di euro a un’iniziativa simile che ha riguardato 1.200 palazzi. Letizia Moratti è d’accordo con il sindaco uscente anche sull’inutilità di aree per il graffito libero: «Gli esperimenti condotti in altre città dimostrano che non è creando luoghi alternativi che si risolve il problema. Il disagio giovanile può comunque essere combattuto aprendo luoghi in cui i ragazzi possano esprimersi e creare progetti di vita».
Su altri temi, invece, Moratti non è perfettamente in sintonia con Albertini. E di questo si è discusso durante l’incontro di ieri mattina tra la candidata e i vertici locali dei partiti della maggioranza, dove si è parlato anche dell’opportunità di «politicizzare» la campagna elettorale, legando il nome della Moratti ai simboli dei partiti. Il rischio fatto presente durante la riunione è che la coalizione vada oltre il 50 per cento mandando comunque al ballottaggio la candidata sindaco (che deve vedersela con la concorrenza di candidati di disturbo soprattutto nell’area di centrodestra). Una situazione che nella migliore delle ipotersi impedirebbe alla Cdl di incassare il premio di maggioranza sui consiglieri.