Graffiti sui palazzi, tocca agli inquilini ripulire

Il Comune inserirà la clausola nel regolamento edilizio. Amsa per la
bonifica spende 25 milioni di euro all’anno De Corato: «Denunciate i
vandali». Una task force per identificare i writers: collaboreranno
esperti in grafologia

Graffiti, la storia infinita. Questo il titolo della telenovela che da una decina di anni affligge Milano, senza trovare una soluzione. Ora il sindaco Moratti ha deciso di mettere la parola fine. Come? Rendendo obbligatoria la pulizia delle facciate. «È allo studio l’ipotesi di rendere obbligatoria la pulizia degli stabili inserendo la clausola nel regolamento edilizio». Il regolamento edilizio, in effetti, risalente al 1999, è in fase di revisione: ecco allora che l’assessore allo Sviluppo del territorio, Carlo Masseroli, sta valutando la possibilità di inserire l’obbligo di pulizia dei palazzi per pubblico decoro, compatibilmente con il quadro normativo.
La questione, però, ha anche un versante economico: in tempi di crisi, 25 milioni di euro - quanto spende in un anno il Comune per pulire le facciate dei palazzi - pesano e non poco. Soprattutto se si tiene conto che il 25% dei palazzi viene nuovamente sporcato. Questo perché, nonostante l’ordinanza del sindaco, che prevede 500 euro di multa per chi viene sorpreso a imbrattare i muri e nonostante la creazione, da parte di Palazzo Marino, di una task force antigraffiti, il fenomeno non è stato assolutamente debellato.
«Prima di far pagare i cittadini, il Comune di cui apprezzo l’impegno e la sensibilità - commenta Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia - deve dimostrare di aver fatto tutto il possibile per combattere il fenomeno. Perché non si comincia a vietare la detenzione di bombolette spray durante le manifestazioni e a inasprire le sanzioni, prevedendo il carcere, che è l’unico deterrente efficace?». «Vedremo di intensificare da un lato il collegamento con le forze dell’ordine e la magistratura, dall’altro di informare i cittadini che è necessaria una querela, in modo da poter procedere secondo la normativa attuale, sulla base dell’articolo 639 del codice penale - replica il sindaco -. Ma il quadro normativo non aiuta: l’articolo 639, infatti, prevede che si proceda d’ufficio contro chi imbratta i palazzi del centro storico, mentre questa norma non vale per gli edifici fuori dalla Cerchia dei Bastioni». «Proprio per questo - lancia l’appello il vice sindaco Riccardo De Corato - invitiamo i cittadini a sporgere querela contro chi imbratta i palazzi». Per combattere il fenomeno serve la collaborazione di tutti: la querela, anche se contro ignoti, permettere di intraprendere azione giudiziaria. Una volta che i vandali sono stati presi e identificati, infatti, la task force anti graffiti è in grado di attribuire loro, grazie a esperti di grafologia, anche graffiti fatti in altre zone.
«Siamo disposti a collaborare», replica Dario Guazzoni, presidente dell’associazione dei amministratori di condominio milanesi, che riunisce 1100 associati.