Graffiti sul palazzo Ma il sindaco multa gli inquilini

da Genova

Sergio Cofferati, primo cittadino «rosso» di Bologna, se l’era presa con i graffitari, arrivando a ipotizzare il loro arresto. Vittorio Agostino, sindaco di Chiavari con un passato nella Lega, ha pensato invece di colpire i proprietari delle case imbrattate: se non ripuliranno i muri da scritte e disegni lasciati dai graffitari scatterà per loro una multa da 50 euro. «Un provvedimento - ha spiegato Agostino - che servirà a ripristinare il decoro in città, come promesso nel programma elettorale».
I vigili faranno visita ai palazzi dove sono comparse le scritte. Concorderanno con proprietari o amministratori i tempi della pulizia e se questi non verranno rispettati faranno partire la multa. Non basta. Se il muro non verrà ripulito alla svelta, il Comune chiamerà una ditta per sistemare la facciata, addebitando la spesa al padrone di casa.
Una prassi che sta scatenando le proteste dei proprietari di casa. Il Comune, dal canto suo, ribatte dicendo che è l’unico modo per tenere pulita la città. «Prendersela con i graffitari? Impossibile, chi imbratta i muri sfugge a ogni controllo. Per questo abbiamo anche stabilito un premio di 700 euro per chi fornisce indicazioni utili a scovare gli imbrattatori».
Chiavari non fa sconti nemmeno a chi appiccica adesivi ai pali: in base a un regolamento approvato dal consiglio comunale a luglio è prevista una multa da 500 euro a chi fruisce della pubblicità. L’importante - sembra essere la logica - è trovare un colpevole. E poco importa se a pagare è chi non ha commesso il fatto. «Una logica vessatoria, che nel caso dei graffiti rappresenta un’intrusione nella proprietà privata» protestano le associazioni dei proprietari di casa, pronte a fare ricorso. E c’è perfino chi suggerisce di coprire la cittadina di telecamere, «le uniche in grado di prendere sul fatto i delinquenti». Ma cosa può scoraggiare davvero i writers? «L’arresto è controproducente, intaserebbe la giustizia, nessun graffitaro finirebbe in galera e al massimo riceverebbe un’ammenda, che non pagherebbe mai» dissero a settembre i critici di Cofferati. Chissà se ad Agostino andrà meglio.