Gramazio: «E ora commissariamolo»

L’e-mail con i nomi per le «poltrone» dell’Umberto I continua a sollevare polemiche. Per il senatore di An Domenico Gramazio quella missiva elettronica (dal titolo «Ok Corral») con nomi e cognomi dei papabili ai vertici di dipartimenti e reparti, spedita dal direttore Ubaldo Montaguti e finita sui pc dei docenti della facoltà di Medicina della Sapienza in anticipo addirittura rispetto alla definizione delle procedure di valutazione è una «scandalosa vicenda». Un episodio «emblematico di come la Giunta regionale, per il tramite del direttore generale, intenda normalizzare l’ospedale». «Mentre si sta predisponendo il meccanismo di valutazione messo a punto dal preside Luigi Frati - attacca Gramazio - Montaguti ha già pronto l'elenco dei vincitori per ogni singola struttura. Ciò è fonte di indignazione e di rabbia da parte di tutto il personale». Così l’esponente di An chiede «l’immediato commissariamento del Policlinico, con incarico a tempo affidato a Frati», oltre a reclamare un’audizione di Montaguti a Palazzo Madama, davanti alla commissione d’Inchiesta sull’efficacia del servizio sanitario nazionale, «per scoprire le giustificazioni di tale comportamento». Gramazio ricorda poi come in una recentissima intervista Montaguti abbia detto «di aver avviato il Policlinico verso il risanamento finanziario e strutturale», contestando la falsità dell’affermazione: «Se i dati del presidente dell’Agenzia di sanità pubblica Lucio D’Ubaldo sono corretti - prosegue il senatore di An - il deficit in Regione vola verso traguardi mai visti prima, ed è assai strano che solo al Policlinico si registrino comportamenti virtuosi». Ma il rappresentante del partito di Gianfranco Fini a Palazzo Madama non risparmia critiche anche sugli appalti per risistemare i sotterranei, «dopo più di un anno dallo scoppio dello scandalo “Inferno Policlinico”». L’ultima frecciata a Montaguti Gramazio la riserva per la decisione di consentire il parcheggio nel policlinico solo ai direttori di dipartimento. «Il direttore generale - ringhia il senatore - si vergogni di questi provvedimenti che tengono fuori, anche durante la notte, le auto dei lavoratori, consentendo invece ai privilegiati l'accesso più facile per la diminuzione delle auto e mettendo a repentaglio persino l’incolumità delle lavoratrici, esposte al rischio di aggressioni nei parcheggi circostanti in orari antelucani e notturni».