Gran balzo di Banco Popolare e Seat, bene Generali, Luxottica ed Eni

Piazza Affari archivia in deciso rialzo una seduta che ha registrato un'accelerazione nel pomeriggio, dopo l'avvio brillante di Wall Street. A scandire il ritmo della giornata - a parte l'influenza arrivata da oltre Atlantico, dove c'è stato un balzo inatteso degli ordini di beni durevoli - sono stati i risultati 2008, comunicati da diversi big del listino. A tenere banco è stato soprattutto l'argomento delle cedole: premiate le società che ne hanno annunciato la distribuzione, penalizzate le altre. «Proseguono le ricoperture», segnala un trader. «Si nota finalmente un cambiamento di temi: dai bancari si passa ad altro, riprendendo in mano titoli sottovalutati». In chiusura, l'indice S&P/Mib, che si è riportato sopra quota 16.000 punti, ha guadagnato il 2,69%, il Mibtel il 2,82% e l'AllStars l'1,71%. Volumi per un controvalore di circa 2,2 miliardi. Performance brillante per A2A, che ha messo il turbo dopo la conferma del dividendo, nonostante la flessione dell'utile: +7,97%. Banco Popolare è salito del 9,73%. «L'istituto di credito ha dato risultati brutti», ha commentato un dealer, «ma sembra farsi largo la convinzione che abbia portato a bilancio tutte le poste negative e il peggio sia alle spalle». L'ad Pier Francesco Saviotti si è detto fiducioso sul ritorno al pagamento del dividendo sull'esercizio 2009. Restando ai bancari, i risultati hanno affossato le quotazioni di Pop Milano: -0,99%. Meglio Ubi: +4,6%. Poco mosse Unicredit, +0,22%, mentre Intesa Sanpaolo, +1,46%, ha accelerato nel finale. I segnali di ripresa dell'economia americana, sostengono gli operatori, si sono tradotti in denaro su Bulgari, +5,53%, e Luxottica, +7,47%. Rimbalzo per un titolo sensibile al ciclo degli investimenti delle imprese come Stm: +7,14%. Tornando alle società che hanno comunicato i risultati, Impregilo è avanzata del 5,02%, spinta soprattutto dalla distribuzione di un dividendo di 0,08 euro per le ordinarie. Le risparmio, destinatarie di una cedola di 0,78 euro, hanno guadagnato il 9,32%. Dopo mesi di trascuratezza, il mercato rimette gli occhi su Generali: la decisione di Ubs di alzare il rating a "buy" da "neutral" ha portato a un rialzo del 4,08%. Fra gli assicurativi, buoni spunti per Alleanza, +4,46%, Unipol, +2,63%, e Fonsai, +4%. Mondadori, dopo essere arrivata a guadagnare oltre il 7% sull'attesa dei risultati, nel pomeriggio, quando ha comunicato che non avrebbe distribuito il dividendo, ha cambiato direzione, terminando con una flessione dello 0,1%. Meglio gli altri editoriali, soprattutto Rcs, +8,26%, sulla quale, secondo un trader, sono scattate le ricoperture. Discorso a parte per Seat Pagine Gialle, balzata del 37,35% dopo aver siglato un'alleanza strategica con Google. Bene Eni, +4,18%, nella giornata in cui fonti di settore hanno riferito che la russa Gazprom in aprile eserciterà l'opzione per l'acquisto del 20% di GazpromNeft e degli asset del gas in mano alla compagnia italiana. Meno brillanti gli altri petroliferi: Tenaris +3,61% e Saipem +1,85%. Fiat ha fatto peggio del listino, +1,48%, penalizzata, secondo gli operatori, dal declassamento a junk deciso da Fitch. Nel gruppo del Lingotto, Exor è salita dell'1,84% nella giornata in cui ha comunicato i risultati. Campari è avanzata del 5,82%: un trader rifersce che Banca Imi ha alzato il rating a "buy" da "hold", mentre Goldman ha incrementato il target price a 4,90 da 4,70 euro. Balzo del 9,99% per Tiscali. Con il ritorno di Renato Soru, che ieri ha fatto visita a Intesa, sottolinea un trader, «sembra scongiurato il fallimento della società». Chiusura in rialzo anche per le altre principali Borse europee. Francoforte ha guadagnato lo 0,86%, Parigi lo 0,66%, Zurigo lo 0,95%. In controtendenza Londra che ha ceduto lo 0,29%.