Gran Bretagna e Usa difendono il Natale per legge

A volte ritornano. A ogni dicembre riecco quelli che non vogliono che si festeggi il Natale per non offendere minoranze islamiche e non credenti. In questa corsa all'assurdo, che coinvolge principalmente certi presidi, ci sono i cattivi e i diversamente buoni. I cattivoni vietano semplicemente di parlare del Natale a scuola: zitti e Mosca, nel senso della città dove è ospitata la salma di Lenin, che nel caso fosse davvero espulsa dalla Piazza Rossa questi presidi sarebbero lieti di esporre nella loro scuola al posto del vituperato presepe. Altri non hanno cuore di vietare ai bambini le festicciole, e allora s'ingegnano per non parlare di Natale e soprattutto di Gesù. La stagione fredda aguzza l'ingegno: si va dalla Festa dell'Umanità alla Festa della Pace, dalla Festa della Luce (già vista: aveva cercato di sostituirla al Natale un certo Hitler) al Solstizio d'Inverno. A conferma che aveva ragione Barnum, quello del circo, quando diceva che più un'idea è stupida, più si diffonde, quest'anno fa tendenza celebrare nelle aule la «Festa delle vacanze», dove il preside mette in difficoltà il professore di matematica dimostrandogli che cambiando l'ordine dei fattori cambia anche il prodotto. Non si fa vacanza per celebrare la festa, ma si fa festa per celebrare la vacanza.
Consoliamoci: i giacobini anti-natalizi ci sono anche in altri Paesi, dalla Francia - ma Sarkozy ha invitato a rivedere le leggi laiciste che vietano la presenza religiosa nelle scuole - alla Gran Bretagna. A Londra però c'è anche la Commissione per l'Eguaglianza e i Diritti Umani, altre volte discutibile, che stavolta ne fa una giusta: invita a «celebrare il Natale come festa cristiana» e a non usare «la preoccupazione di non offendere i non cristiani» come pretesto per divieti assurdi. Puntuale, è arrivato il plauso delle maggiori organizzazioni musulmane, le quali ricordano che il Natale per l'islam (che riconosce Gesù come profeta) non ha nulla di offensivo.
Anche negli Usa qualcuno che vuole vietare i presepi è saltato fuori. E lì si è mossa la Camera, che ha approvato con 372 sì e 9 no una risoluzione dove, premesso che «gli Stati Uniti hanno radici cristiane» e che anche «i non cristiani possono celebrare il Natale come un'occasione per mettersi al servizio degli altri», invita gli uffici pubblici e le scuole a celebrare «il Natale della fede cristiana» ed estende al «pregiudizio anticristiano» le condanne previste per altre forme di discriminazione. Sarebbe bello che questa cartolina dagli Stati Uniti fosse recapitata al ministro Fioroni. Sarebbe bastata una circolare ministeriale per fermare i nemici del Natale, e magari invitarli, se proprio vogliono protestare, a passare il 25 dicembre in ufficio a sbrigare il lavoro arretrato.