Gran Bretagna: Lord in parlamento, ma solo a tempo

Londra - Rivoluzione morbida alla Camera dei Lord. Un progetto di riforma della camera alta britannica è in discussione presso il gabinetto. Due i tronconi portanti del disegno di legge: rendere elettiva la carica di pari del Regno - e tagliare così i privilegi ereditari - e ridurre il numero dei Lord, idealmente sino a 450. Secondo la Bbc, i ministri di gabinetto sarebbero d'accordo alle linee guida del progetto di riforma firmato Jack Straw, il leader dei Comuni, ma non è ancora chiaro a quanto ammonterà la quota di Pari soggetta ad elezione: i ministri su questo aspetto sono divisi, e mentre Straw propende per un 50 a 50, altri più radicali, come David Miliband, Hilary Benn e Peter Hain puntano a un 80 contro 20 per cento. L'ultima parola, dunque, potrebbe averla il Parlamento.

La riforma della Camera dei Lord, da sempre simbolo del conservatorismo britannico e dei privilegi che non cadono mai, è un tema caldo, che vien di lontano. Il primo cambiamento venne nel 1999, quando ben 759 cariche ereditarie vennero tagliate in un sol colpo dal primo governo laburista. Come parte del patto, 92 furono mantenute. Fino a riforma completata. Ma è stata proprio nella fase due - chi far sedere alla Camera, restare a nomina o passare ad elezione - che il Parlamento si è bloccato. Se passasse la linea di Jack Straw, la Camera dei Lord vedrebbe il 50 per cento dei suoi membri eletti con il sistema proporzionale, un 20 per cento eletto dall'indipendente Appointments Commission, e il restante 30 per cento lasciato ai capi di partito, in proporzione ai risultati ottenuti alle ultime elezioni. Sparisce la carica vitalizia e subentra una durata di 15 anni della nomina. L'obiettivo è quello di svecchiare un'istituzione sempre più distante dal tessuto sociale della Gran Bretagna del giorno d'oggi, e vista sempre più con sospetto dai sudditi di sua Maestà. Non ultimo, infatti, lo scandalo dei fondi neri al Labour che nei giorni scorsi ha fatto tremare nuovamente Downing Street. Al centro dello scandalo ci sarebbe proprio la pratica di concedere seggi alla Camera del Lord in cambio di fondi sostanziosi elargiti al partito. Infine, se la riforma vedesse il disco verde, quei restanti 92 Pari del Regno dovrebbero appendere al chiodo parrucca e titolo nobiliare, e accomodarsi presso le residenze di campagna. Agevolati, a quanto riferiscono Guardian e Bbc, da sostanziose liquidazioni.

Blair sotto inchiesta per le nomine La polizia ha interrogato per la seconda volta il primo ministro britannico Tony Blair nell'ambito di un'inchiesta sui finanziamenti ai partiti in cambio di titoli onorifici, che rischia di rovinare i suoi ultimi mesi da capo del governo. Blair è stato interrogato in qualità di persona informata dei fatti nel suo ufficio di Downing Street lo scorso venerdì, ha detto il suo portavoce. L'investigazione della polizia si sta allargando a macchia d'olio e sta allarmando i membri del partito Labour che temono che il caso possa intaccare l'eredità di Blair - destinato a dimettersi nella seconda metà dell'anno dopo essere restato 10 anni alla guida del paese - che resta il leader più carismatico e di successo che il partito abbia mai avuto.