Dalla Gran Bretagna primo sì alla manipolazione genetica

da Londra

Embrioni umani geneticamente manipolati con la benedizione del legislatore. La Gran Bretagna potrebbe essere il primo Paese al mondo a consentire la modificazione genetica degli embrioni umani per scopi di ricerca. Secondo quanto rivelato dal quotidiano Daily Telegraph il governo inglese sta lavorando a un nuovo disegno di legge in materia, che dovrebbe sostituire l’ormai datato Human Fertilisation and Embryology Act del 1990. In base alle affermazioni del direttore della Human Genetics Alert, David King, raccolte ieri dal giornale, l’apertura dei ministri di Tony Blair nei confronti di un simile progetto, potrebbe ben presto spianare la via ai bambini «su misura», vale a dire alla manipolazione a scopi riproduttivi. A dieci anni dalla clonazione della pecora Dolly, avvenuta proprio in Gran Bretagna, il dibattito etico su questo delicatissimo argomento non si è mai spento, ma ora più che mai l’associazione guidata da King auspica che la discussione coinvolga direttamente l’opinione pubblica, uscendo dai confini troppo ristretti delle discussioni tra esperti scientifici e politici di mestiere. «Il governo ci sta dicendo che consentirà agli scienziati di iniziare a lavorare sulle tecniche di alterazione genetica degli embrioni umani, sebbene soltanto per motivi sperimentali – ha dichiarato ieri al Telegraph il direttore – noi riteniamo che la gente inorridirà di fronte a questa ipotesi». «Su questo argomento è estremamente necessario un confronto pubblico – ha aggiunto la Human Genetics Alert – perché alla fine quella che doveva essere manipolazione per scopi di ricerca potrebbe portare a traguardi ben diversi». Secondo King infatti, se passasse il disegno di legge governativo, alla fine il divieto di modifiche genetiche a fini riproduttivi verrebbe spazzato via nella pratica e si potrebbe arrivare alla creazione di bambini geneticamente selezionati per essere sempre più perfetti, più intelligenti o semplicemente più belli. «È vero infatti che nella bozza di riforma della legge del 1990 si dice che le alterazioni genetiche di ovuli, sperma ed embrioni «non saranno consentite a fini riproduttivi» – ha sottolineato ancora King – ma è altrettanto vero che il divieto riguarda soltanto «l’immediato futuro».
Il grido d’allarme lanciato dall’associazione ha subito ottenuto l’appoggio di altri esperti scientifici come il dottor Michael Antoniou, terapista genetico al Guy’s Hospital di Londra e di una parte della stampa specializzata. «Tutti i Paesi che hanno già una legislazione in materia – ha ricordato ieri il dottor Richard Nicholson, direttore del Bullettin of Medical Ethics – hanno bandito la manipolazione genetica di embrioni umani. Proseguendo in una direzione diversa, il governo britannico esce dai ranghi delimitati dalla stessa comunità internazionale. E in futuro qualcuno potrebbe pensare alla Gran Bretagna come a un porto sicuro per scienziati irresponsabili, guidati soltanto dall’allettante prospettiva di facili guadagni». Immediata e di segno opposto la risposta del ministero della Salute inglese.
«La legge di riforma non andrà affatto in questa direzione – ha precisato ieri un portavoce ministeriale chiarendo che le alterazioni genetiche saranno legittime soltanto a fini scientifici –, la proposta attuale continua a vietare ogni modifica a scopo riproduttivo».