«Il gran caldo? Arriverà già a giugno»

Flavio Galbiati meteorologo del Centro Epson Meteo di Milano commenta per Il Giornale i dati dell’IRI (International Research Institute for Climate and Society - Columbia University di New York) e del Centro Epson Meteo per «leggere» in anticipo la stagione che verrà.
Quali sono le previsioni dell’IRI per i prossimi mesi?
«Le ultime elaborazioni disponibili per il periodo aprile-maggio-giugno indicano per il Nord Italia una maggiore probabilità di temperature medie superiori alla norma, piuttosto che nella norma o ad essa inferiori. Lo stesso scenario è ad oggi previsto per i 3 mesi estivi (giugno, luglio, agosto). Quindi è possibile che tra la primavera e l’estate a Milano assisteremo ad una maggiore frequenza di episodi di caldo intenso con punte elevate di temperatura. Ma, attenzione: si tratta di previsioni definite “sperimentali“».
Anche presso il Centro Epson Meteo si elaborano previsioni a medio-lungo termine. Cosa ci dicono i dati disponibili per la primavera e l'estate?
«Anche in questo caso lo scenario più probabile vede per i mesi di aprile, maggio e giugno temperature medie poco superiori alle medie stagionali. In più, nei prossimi mesi, la circolazione atmosferica potrebbe favorire l’alternanza di periodi di tempo stabile e di passaggi di perturbazioni atlantiche: condizioni quindi tipiche per la stagione primaverile, tradizionalmente caratterizzata da giorni di pioggia alternati a bel tempo. E nel mese di giugno in particolare le prime ondate di caldo anche intense saranno alternate a brevi periodi di marcata instabilità, con episodi temporaleschi».
L’esordio della scorsa estate è stato segnato dal «ritardo» dell’Anticiclone delle Azzorre. Si può già dire se quest’anno l’Anticiclone sarà «in tempo» e se porterà pioggia o bel tempo?
«Nelle estati italiane la presenza dell’Anticiclone delle Azzorre è meno costante, mentre si fa vedere sempre più spesso l’anticiclone africano, che porta le ondate di caldo più intense. Questa tendenza probabilmente caratterizzerà anche il giugno 2009».
L’inverno piovoso e nevoso che abbiamo vissuto segna un’inversione di tendenza nel clima?
«No. La tendenza in atto da decenni indica che avremo inverni sempre più miti e siccitosi ed estati più calde e meno piovose. In base al tempo meteorologico di un breve periodo non è possibile estrapolare una tendenza climatica o confutare un andamento di decenni».
Dovremo aspettarci un’estate di caldo torrido?
«Non ci sono segnali che facciano pensare ad un caldo record. Non dovrebbe insomma ripetersi quanto accaduto nel 2003, quando a Milano si toccarono le temperature di 36,6 °C a giugno, 35,3 °C a luglio e ben 39,3 °C ad agosto».